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June 25 ALLARME URAGANO: MASTELLA STA PER ABBATTERSI SULLA NOSTRA NAZIONELa temperatura del nostro pianeta si sta alzando e il numero e l'intensità degli uragani aumenta, un esempio fu Katrina nell'estate di tre anni fa negli Stati Uniti. Ma l'uragano che sta per abbattersi sull'Italia in questa estate ha ben altre origini, che sono: la mancanza di buon senso che hanno avuto qualche elettore quando ha votato per l'UDEUR, e la scelta (forse non volontaria, ma sotto ricatto politico) di nominare come Ministro della Giustizia Clemente Mastella e non un ex-magistrato come Antonio Di Pietro (forse si aveva paure che potesse migliorare il sitema giudiziario). Ora quel "criminale" del nostro "Ministro di Indulto e Ingiustizia " ha presentato una proposta di legge per riformare il sistema giudiziario, basata sui seguenti punti:
- Legittima Difesa solo per la tutela della persona e non per beni e cose
- Accorciamento dei tempi processuali
- Riduzione dei margini di discrazionalità del giudice nell'applicazione delle pene
- Concorso di reato solo se chi lo commette apporta un contributo reale alla realizzazioe del fatto
- Rivisitazione dell'intero sistema sanzionatorio volta ad un maggiore ricorso a sanzioni interdittive, riparatorie e pecuniarie
Questi punti sono approfonditi nel seguente articolo dell'ANSA del 20 giugno 2007:
ECCO LA BOZZA DEL NUOVO CODICE PENALE
LEGITTIMA DIFESA SOLO PER TUTELA PERSONA
Chi, aggredito in un luogo isolato o nella propria abitazione, superi i limiti della legittima difesa in situazioni di pericolo per la vita, per l'integrità fisica, per la libertà personale e sessuale, non commette reato. E' una delle novità introdotte dalla bozza di riforma del codice penale presentata al ministro della Giustizia Clemente Mastella dalla commissione di tecnici - magistrati, legali e studiosi - incaricata di modificare la parte generale del codice Rocco. La bozza, dopo il vaglio del Guardasigilli, sara' presentata al Consiglio dei Ministri. Il progetto, che si compone di 57 norme, all'art. 15 introduce tra la "cosiddette cause soggettive di esclusione della responsabilità " "l'eccesso dei limiti della legittima difesa per grave turbamento psichico, timore o panico, in situazioni oggettive di rilevante pericolo per la vita, l'integrità fisica, per la libertà personale o per la libertà sessuale di un soggetto aggredito in luoghi isolati o chiusi o comunque di minorata difesa". "Si tratta certamente - spiega Piergiorgio Morosini, gup a Palermo e componente della commissione che ha iniziato i lavori a luglio del 2006 - di un allargamento delle maglie dell' istituto della legittima difesa ma, a differenza del passato, a vantaggio della persona e della vita e non della sfera patrimoniale". SENTENZA IN 5 ANNI PENA PRESCRIZIONE Razionalizzare i tempi della giustizia introducendo, pena la prescrizione del reato, termini massimi per l'esercizio dell'azione penale e per l'emanazione delle sentenze. E' uno dei punti chiave del progetto di riforma del codice penale La normativa stabilisce termini massimi per l'esercizio dell'azione penale e per l'emissione della sentenza di primo grado che non potrà giungere oltre i 5 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. Due anni, invece, il termine massimo previsto per la pronuncia del dispositivo che conclude ogni eventuale successivo grado di giudizio. Quanto al termine massimo per l'esercizio dell'azione penale l'art. 44 della bozza prevede che il reato si prescrive se trascorrono più di 12 anni tra la consumazione dello stesso e la richiesta di rinvio a giudizio nel caso di delitti puniti con pena non inferiore a 10 anni; più di 8 anni per i reati puniti con pena non inferiore a 5 anni; più di 7 per i reati puniti con pena inferiore a 5 anni. "Abbiamo cercato - spiega il gup di Palermo, Piergiorgio Morosini, componente della commissione - di assicurare tempi ragionevoli di durata del processo con le risorse che avevamo, senza aggravi per la giustizia. E il mezzo migliore ci sembrava l'introduzione della prescrizione dei reati per fasi. Chiaramente, per processi particolarmente complessi, come i maxi dibattimenti di mafia, verranno introdotti sospensioni dei termini di prescrizione". SU PENA RIDOTTA DISCREZIONALITA' GIUDICE Eliminazione delle circostanze attenuanti generiche e obbligo per il giudice di indicare specificamente nelle motivazioni della sentenza i criteri seguiti nella quantificazione della pena: sono alcune delle novità introdotte dalla bozza di riforma del codice penale. "Il fine - spiega il gup Piergiorgio Morosini, componente della commissione - è quello di ridurre i margini di discrezionalità nell'applicazione della pena di cui ora godono i giudici. D'altro canto, introducendo principi certi nella commisurazione delle pene volevamo evitare le cosiddette condanne esemplari". Nella bozza di riforma, inoltre, viene abolito l'ergastolo, sostituito con la pena massima di 38 anni di carcere, e vengono introdotte pene prescrittive come le prestazioni volontarie di attività non retribuita a favore della collettività. CONCORSO IN REATO SOLO SE APPORTO REALE Concorre nel reato chi "apporta un contributo causale alla realizzazione del fatto". E' il nuovo testo della norma sul concorso di persone nel reato, introdotto dall'articolo 21 della bozza di riforma del Codice Penale. Il legislatore richiede, dunque, per la sussistenza del concorso un contributo concreto. Una novità che potrebbe avere ripercussioni soprattutto sulla fattispecie del concorso in associazione mafiosa, finora mai tipizzata specificamente nel codice. "Nel caso del concorso esterno in associazione mafiosa - spiega il giudice Piergiorgio Morosini, che ha partecipato alla redazione della bozza - si richiede che venga apportato un contributo specifico all'associazione criminale. La norma è frutto di una sintesi di quanto prevedeva il codice Zanardelli, in vigore prima del codice Rocco e, soprattutto, della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione emessa nel 2005 al processo Mannino. I giudici indicarono proprio la concretezza del contributo arrecato alla mafia come discrimine per la prospettazione del concorso". RIVISTO INTERO SISTEMA SANZIONATORIO Il progetto di riforma della Commissione Pisapia rivede l' intero sistema sanzionatorio, con un maggiore ricorso a sanzioni interdittive, riparatorie e pecuniarie che vanno nella direzione auspicata anche dal Capodello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso della sua visita a Rebibbia, all'inizio di maggio: il carcere deve essere considerato come 'extrema ratio' ed eventualità da riservare ai casi più gravi. La riforma del codice penale messa a punto dai 19 esperti della Commissione Pisapia fa cadere la distinzione tra delitti e contravvenzioni: resta come unica categoria quella dei reati. Fondamentale il principio di offensività: non sarà punibile un fatto se a seguito della sua commissione non c'é stata una effettiva lesione del bene o dell'interesse protetto dalla norma. Nella bozza Pisapia, inoltre, è stato definito con piùprecisione il dolo, così da evitare confusione con i reaticolposi. Definizione più attenta anche della responsabilità penale, per esempio rispetto al concorso di persone, così da evitare discrezionalità interpretative del giudice. Cambia anche il sistema sanzionatorio: oltre al carcere, vengono previste anche le pene interdittive, prescrittive e la detenzione domiciliare. Nella sentenza di condanna, il giudice potrà disporre pene alternative al carcere (mentre nell'attuale sistema è il tribunale di sorveglianza a stabilirle). Un esempio: se un furto o uno scippo vengono commessi per la prima volta, il giudice può decidere, ad esempio, la permanenza domiciliare durante il fine settimana, oppure lavori socialmente utili per il risarcimento del danno, divieto di frequentazione in determinati luoghi, ecc. La previsione di un maggiore ricorso alle sanzioni alternative al carcere dovrebbe avere come effetto una riduzione del sovraffollamento negli istituti penitenziari, dove assistenti sociali e agenti penitenziari potranno lavorare con l' obiettivo di più sicurezza e più reinserimento sociale. Tra le novità della bozza Pisapia, infine, si torna al passato sulla legittima difesa, cancellando quella norma voluta dalla Lega Nord, la scorsa legislatura, sull' uso legittimo delle armi. Quanto riguarda il primo punto non ho nulla da replicare, anzi semmai avrei da fare un elogio, visto che fino a qualche hanno fa si veniva inquisti se si reagiva ad una violenza.
Il secondo punto tratta l'accorciamento dei tempi processuali, del quale l'Italia ha un necessario bisogno, ma assolutamente non mi piace come viene affrontato: siccome in questa nazione non ci sono già abbastanza prescrizioni, soprattutto nei confronti di uomini potenti, si è voluto aggiungere altre possibilità per il perseguito di non incorrere in una pena. Avrebbero dovuto aggiungere sospensione dei termini di prescrizine non solo per processi estremamente complessi e lunghi come i maxi-dibarttimenti di mafia, ma anche per processi per reati finanziari, corruzione... insomma tutti quei reati che coinvolgono una grande percentuale di uomini politici e potenti della nostra nazione. Infatti mi sembra si stata fatta a posta per salvare il c..o a quelle persone, e il sospetto diviene più certo quando penso al fatto che la maggioranza ha steso questa bozza di legge con l'intesa dell'opposizione, il quale leader e non solo, avrebbe tutto l'interesse personale per votare si a questa proposta di legge.
Il terzo punto è il più grave, perché oltre a inibire la propietà di intermpretazione della da parte dei giudici, la quale cosa mi lascia indifferente, hanno messo lì, tanto perché si annoiavano e non sapevano che scrivere l'abolizione dell'ergastolo! Sostituendo il carcere a vita con un pena massiama che non superi i 38 anni. Ora 38 anni sono molti, ma per chi si è macchiato di reati di mafia, boss di Cosa Nostra, N'drangheta, Camorra e Sacra Corona, se ancora vivi potrebbero uscrire! E' scadaloso! E' pericolosissimo, lo dice anche il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso (vi è un articolo che parla proprio di questo nell'intervento precedente intitolato "ALLARME MAFIA: NUOVA FAIDA ALL'ORIZZONTE, del 23/06/2007): se la legge passa si metterebbero in circolazioni uan grande quantità di mafiosi e scatenare anche uan sanguinosa guerra di mafia, alimentata dalla voglia di rivincita degli ex-ergastolani liberi.
Il quarto punto dice che per essere condannati per concorso in un reato, come il concorso esterno in associazione mafiosa (per il quale sono stati perseguiti l'europarlamentare di FI e fondatoe del partito dello stesso partito, Marcello Dell'Utri e il leader di quel partito, l'ex-premier Silvio Berlusconi) è necessario che l'imputato abbia apportato un reale contributo alla realizzazione del fatto, e non basta che ci sia da parte dell'imputato una reale intenzione, e poi darebbe agli avvocati difensori del probabile reo un'appiglio in più dove attaaccarsi, in quanto potrebbe essere difficile dimostrare se l'azione compiuta possa aver apportato un reale contriboto al fatto.
Il quarto punto prevede una rivisitaizone dell'intero sisteme sanzionantoriaio il quale non ho nulla da ridire al momento, ma fanno sempre in tempo a cambiare in peggio la proposta di legge quando andà discussa nelle camere.
La riforma della giustizia, comunque non si ferma qua, non tratta faccende puramente riguardanti l'aspetto giudiziario, ma spazia anche nel campo dell'informazione: si vuole imbavaglire qualla rara, anzie direi uniche fonti di informazione ancora libere. Vogliono presentare una legge che impedisca ai gionalisti di pubblicare intercettazioni fino alla fine del processo. Questo perché hanno paura che qualcuno possa raccontare le schifezze che fanno.
Ascoltate Antonio Di Pietro, il quale si sta battendo contro queste proposte di legge:
Inoltre riporto la stessa lettera che è pubblicata sul blog di Beppe Grillo che Di Pietro ha scritto al comico:
Caro Beppe, ti scrivo per denunciare il tentativo di imbavagliare l’informazione con la legge contro le intercettazioni in prossima votazione al Senato. L’Italia dei Valori proporrà degli emendamenti per cambiare la legge. Se non verranno accettati voteremo contro, anche se il Governo dovesse mettere la fiducia. I nostri emendamenti si propongono di eliminare le pesanti sanzioni, anche penali, ai giornalisti, che sono l’anello debole della catena, e di garantire la possibilità di accedere alle intercettazioni durante le indagini preliminari una volta messe a disposizione delle parti e riconosciute rilevanti ai fini penali. Con la nuova legge, a causa della durata dei processi, in Italia non si saprebbe mai nulla. Non saremmo venuti, ad esempio, a conoscenza dei colloqui tra Fazio e Fiorani, e Fazio sarebbe ancora Governatore della Banca d’Italia. I politici cercano di proteggere sé stessi, negando ai cittadini la possibilità di verificare la loro condotta “politica”, sottolineo “politica” e non penale. Le intercettazioni di D’Alema e Fassino, come quelle dei politici legati a Berlusconi, hanno infatti un significato “politico” e, per questo, non possono e non devono essere sottratte alla valutazione degli elettori. Trovo comunque deprimente che la politica si interessi di banche e non dei problemi dei cittadini. La stessa Corte Europea dei diritti dell’uomo ha dato pienamente ragione alla nostra decisione di non votare al Senato il testo sulle intercettazioni. Lo ha fatto con una recente sentenza che ha condannato la Francia per violazione della libertà di espressione in relazione ad una condanna dei tribunali francesi di due giornalisti per la pubblicazione di un libro sul sistema di intercettazioni illegali durante la presidenza Mitterrand. Se i giudici francesi avevano privilegiato il segreto istruttorio, la Corte Europea ha invece rafforzato il ruolo della stampa nella diffusione di fatti rilevanti, in particolare se coinvolgono politici. Se è legittimo, dice la Corte Europea, tutelare il segreto istruttorio, su questa esigenza prevale il diritto di informare. Inoltre, l’applicazione di una pena (anche se pecuniaria) e l’affermazione della responsabilità civile del giornalista hanno un chiaro effetto dissuasivo nell’esercizio della libertà di stampa. Ecco perché siamo impegnati a presidiare questa libertà nella commissione giustizia prima, in Senato poi, dove presenteremo emendamenti rigorosi per evitare che l’informazione sia imbavagliata. June 23 ALLARME MAFIA: NUOVA FAIDA ALL'ORIZZIONTEE' alle porte un'altra guerra di mafia: dopo la "Pax Mafiosa" imposta dal capo si Cosa Nostra Bernerdo Provenzano durata quasi quindici anni. L'11 aprile 2006 "La Primula Rossa" viene arrestata dalla polizia, così interrompendo il lungo periodo si latitanza. Con l'uscita di scena di Provenzano si apreno le competizioni per predere il suo posto, primi su tutti Matteo Messina Denaro e Salvatore Lo Piccolo, concorrono per occupare il vuoto di potere creatosi dopo la cattua di "Binnu"; quest'ultimo al momento dell'erresto pronunciò ai poliziotti che lo catturarono le seguenti parole: "voi non sapete cosa avete fatto..." e sembra che avesse ragione...
Totò Riina il "Padrino" che precedette Provenzano mise in atto una politica stragista volta a combattere frontalmente lo Stato italiano. Dopo il suo arresto, il nuovo "Padrino" preferì accordarsi con la contemporanea classe politica una pace, assicurando la cessazione delle faide interne, ma soprettutto gli attentati contro lo Stato. Ma ora che lui non c'è più probabilmente tale politica potrebbe saltare e causare una nuova faida interna, ci sono tutti i presupposti perché ciò possa accadere. La mattina del 13 giuno 2006 è stato ucciso Nicolò Ingarao, Capomandamento di Porta Nuova: sembra che tale omicidio sia stato commissionato da Lo Piccolo, il quale sembra abbia intenzione di prendere il controllo di tutta Palermo.
Vediamo cosa scrive "La Sicilia", quotidiano locale:
Agguato al boss emergente, aria di faida a Palermo Nicolò Ingarao, 46 anni, è caduto colpito da numerosi proiettili sparati con una pistola dal sicario in via Pietro Geremia, una traversa della trafficata via Lancia di Brolo. In mano aveva un quotidiano e una bottiglia d'acqua. L'uomo non è morto subito ma è spirato dopo un tentativo di rianimazione da parte degli operatori sanitari di un'ambulanza. Nel luogo dell'agguato, a poca distanza dall'abitazione della vittima si è subito formato un gruppo di persone tra cui alcuni familiari di Ingarao che gridavano e piangevano.
Grasso: "Lo Piccolo vuole controllare la città"
Grasso: "Una guerra tra clan se si abolisce l'ergastolo"
Se tutto ciò dovesse accadere, sinceramente ritengo che potrebbe essere sfruttata come un'opportunità dall'anti-mafia, perché ciò dimostrerebbe che la mafia esiste ancora forte quanto e più di prima, e potrebbe portare l'occhio dell'opinione pubblica sulla questione mafiosa, e di conseguenza la classe politica sarebbe costretta ad intervenire. L'ultima occasione che lo Stato italiano per risolvere il problema mafioso, fornita dal lavoro dei giuici Falcone e Borsellino è stata sprecata. Se avremmo ancora l'opportunità di mettere in condizione la politica di non aver altra scelta che occuparsi del problema mafioso, forse avremo l'occasione di sconfiggere una volta per tutte la mafia siciliana prima e poi tutte le altre mafie che agiscono indistrubate nel resto del mezzogiorno. June 17 V-DAY
8 Settembre 2007 - Vaffanculo Day http://www.beppegrillo.it/2007/06/vaffanculoday.html#comments
Riporto il commento di un altro ragazzo: CRONACHE MARZIANE (ESTATE 2010) L'umanità guarda con stupore il civismo degli Italiani. Tutto è cominciato dopo l'8/9/2007, giorno del V-DAY organizzato da Beppe Grillo. Oggi, niente è più come prima.
May 23 CACCIA AL FALCONEIn Italia secoli fa gli aristocratici andavano a caccia con il falcone, ma 1992 gli aristocratici, la classe politica emergente italiana, progettò la "la caccia al Falcone", la quale si realizzo con l'attentato del 23 maggio 1992 a Capaci ai danni del giudice Giovanni Falcone, come descritto nel video che segue:
Dal libro "Intoccabili" di Marco Travaglio e Saverio Lodato:
... Prima a Firenze e poi a Caltanissetta, i nomi di Berlusconi e Dell'Utri vengono iscritti nel registro degli indagati addirittura con l'ipotesi di concorso nelle stragi del 1992 (Capaci e via D'Amelio) e del '93 (Milano, Firenze, Roma). Sono le indagini sui cosidetti "mandanti esterni". ...
... L'indagine fiorentina, avviata nell luglio '96, ipotizza che Berlusconi, tramite le amicizie mafiose di Dell'Utri, abbia partecipato a un disegno finalizzato a una "campagna stragista continentale avente come obiettivo strategico (anche) quello di ottenere una revisione della normatica che invertisse la tendenza delle scelte dello Stato in tema di contrasto alla criminalità mafiosa". ...
... L'indagine si chiude il 7 agosto 1998 con la richiesta di archiviazine dei pm Gabriele Chelazzi e Giuseppe Nicolisi, accolta dal gip Giuseppe Soresina il 14 novembre dello stesso anno. Nel decreto di archiviazione, il gip osserva che il "progetto stragista" del '93, cioè lo sbarco della mafia nel Continente, appare omogeneo ad una utilizzazione politica esterna rispetto a Cosa Nostra, coincidente con la nascita di una nuova formazione politica [Forza Italia, N.d.A.], con la ricerca di nuovi riferimenti politici da parte di Cosa Nosta, con l'obiettica convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qulificanti linee programmatiche della nuova formazione ...
... [Va] rivelato come l'ipotesi iniziale [l'accusa di concorso in strage, N.d.A.] abbia mantenuto e semmai incremntato la sua plausibilità [...] Ma gli elementi raccolti non sono idonei a sostenere l'accusa in giudizio e solo l'emergere di nuovi elementi potrà attribuire concretezza all'ipotesi.
Nel frattempo si muove nella stessa impotesi d'accusa, per le stragi di Falcone e Brosellino, la Procura di Caltanissetta. Il 22 luglio 1998 il pm Paolo Giordano, Luca Tescaroli, Anna Palma e Nino Di Matteo iscrivono sul registro, ancora per concorso in strage, Berlusconi e Dell'Utri. Qui le accuse provengono da Totò Cancemi, ma anche da altri pentiti come Siino, Cannella, Pennino, La Barbera, Brusca e Avola. La Procura chiederà l'archiviazione nel marzo 2001, dopo un duro scrontro fra Tescaroli e il procuratore capo Giovanni Tinebra: Tescaroli vorrebbe inserire gli elementi negativi comunque emersi a carico di Dell'Utri, il capo invece propendeva per una richiesta "morbida". Tescaroli lascerà Caltanissetta per trasferirsi a Roma, dicendo che nel capoluogo nisseno "non esistono più condizioni" per lavorare liberamnete. Dopo molti mesi di riflessione, il gip Giovanbattista Tona disporrà l'archiviazione il 3 maggio 2002. E solo dopo aver scritto che
gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagini [Berlusconi e Dell'Utri, N.d.A.]. Ciò di per sé legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi de Dell'Utri, essi possono essere stati individuati degli uomini dell'organizzaione queli eventuali nuovi interlocutori [...]. [Ma] la friabilità del quadro indiziario impone l'archiviazione.
Parole addirittura più pesanti ha usato la Corte d'Assise d'Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: in un capitolo intitolato esplicitamente I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell'Utri e Berlusconi, i giudici scrivono che la mafia intrecciò con i due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico": talmente fruttuoso che poi, nel 1992 "il progetto politco di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell'economia". Cioè a "indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva Benificiato". ...
Quello che emerge da queste parole, molteplici sono le indagini che hanno portato ad iscrivere sul registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri come mandanti a volto coperto della Stage di Capaci e di altri numerosi attentati.
Il solo fatto, che queste indagini siano state occultate dall'informazione, offende pesantemente la memoria di Giovanni Falcone, un uomo il quale, coscente del pericolo che correva nel perseguire la strada che aveva deciso di intraprendere, ha continuato a combattere quel cancro che noi chiamiamo "Mafia". E ciò l'ha fatto per l'amore che possedeva nei confronti dell'Italia e degli italiani. E noi italiani cosa abbiamo fatto per rigraziarlo? Molti lo hanno dimenticato o ignorato. Molti hanno votato per un parito che sicuramente ha avuto e tuttora ha, contatti con quello'organizzazione che Falcone ha cercato di estirpare dalla nostra società.
L'unico modo per dimostrare la nostra gratitudie nei confronti di Giovani Falcone è continuare il lavoro che lui ha iniziato, ed essere coerenti sempre con la politica antimafiosa che decidiamo di abbracciare. Ricordiamo sempre il nome e le gesta di Giovanni Falcone, non solo, ma anche di quelli che hanno perso la vita quel tragioco 23 maggio: Francesca Morvillo (moglie del magistrato) e gli uomini della scorta Antonio Motinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo.
Ricordiamo Sempre Falcone e ricordiamolo anche così:
May 08 UN GRANDE UOMOOggi 8 maggio 2007 sono passati 44 anni da quel tragico giorno, nel quale, secondo le indagini svolte allora dai carabinieri, Giuseppe Impastato decise di suicidaresi: sbattendo la testa contro dei sassi, poi fascindosi tutto in torno con il tritolo, posizionandosi sulla ferrovia e infine collegando l'esplosivo con dei cavi alla batteria della sua macchina distante molti metri dalla zona dell'esplosione. Questa naturalmente è la vesioni fornita dai carabinieri all'epoca del fatto. La verità, che era davanti agli occhi di tutti, venne poi riconosciuta, e cioè che Tano Badalamenti, il boss di Cinisi aveva decretato di far uccide Peppino Impastato, perché Peppino aveve deciso di parlare e non di barricarsi dietro al muro di omertà. Aveva deciso di combattere la mafia con le poche armi di cui disponeva, incurante del rischio che ciò poteva comportare. Esempio per tutti noi, e per tutta la gente che ancora oggi vive e convive con le mafie.
Ci sono due strade che un uomo può intraprendere: quella che lo porterà ad essere un Grande Uomo, strada impervia, pericolosa e che lo porterà quasi certamente ad una morte prematura; oppre può decidere di essere un Piccolo Uomo: decide di non vedere, di non sentire, di non parlare, perché il timore per la propria incolumità e per quella dei propri cari, spegne l'anima ribelle che spinge ad opporsi ad un cancro che divora la società e le vite di questo nostro Paese.
Non ho mai avuto la fortuna di trovarmi veramente davanti a questa scelta, ed evidenzio la parola FORTUNA, perché ritengo sia un'occasione per misurare che tipo di uomini noi siamo. E' vero, scegliendo combattere, quasi disarmati, si va verso morte certa, ed è quello che è accaduto a Peppino Impastato. Ma non è così: Peppino Impastato non è morto, vive in eterno nei nostri ricordi, e ci infonda il coraggio di andare avanti nella lotta. Questo è l'unico modo per esseere immortali, per non morire veramente. Invece chi decide di divenire un Uomo Piccolo, morirà comunque, ma nessuno si ricorderà di lui. Morirà e scoparirà dalla storia, come non fosse mai esistito. Questa è la vera morte!
April 11 PROVENZANO'S DAYOggi sono 365 giorni di galera per la "Primula rossa", Binnu è stato latitante per 43 anni, 11 mesi e 2 giorni, dal 9 maggio 1963. Quella mattina Bernardo Provenzano, insieme a Giovanni Provenzano, Giuseppe Ruffino e Calogero Bagarella, tesero un agguato ed eliminarono tre esponenti del clan di Navarra. Il 18 settembre 1963, Provenzano, per la sua ferocia soprannominato anche "u tratturi", viene denunciato per la strage eseguita ai danni di Michele Navarra, capo dell'omonimo clan, eseguendo gli ordini di Luciano Liggio, all'epoca capo corleonese. Il 10 dicembre del 1969 si sente ancora parlare di lui. Cinque uomini con la divisa da polizziotti entrano in una palazzina per eliminare Michele Cavattaio detto il "Cobra". Bernado Provenzano e fra questi ed elimina tutti facendo fuoco all'impazzata. Voluto da Salvatore Riina, Bernado Provenzano pianifica la strage di via D'Amelio dove, il 19 luglio 1992 perse la vita il giudice Paolo Borsellino, insieme a cinque uomini della scorata: Emanuala Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina.
Dopo l'arresto del capo corleonese di Cosa Nostra, Totò Riina, Provenzano lo sostituisce al vertice, divenendo il nuovo capo e anche il ricercato numero uno d'Italia.
Numerose sono le occasioni nelle quali Provenzano è andato vicino alla cattura. Il più eclatante è stata l'operazione Grende Oriente, nell'autunno del 1995, un agguato teso al capo di Cosa Nostra, organizzato grazie alla collaborazione di Luigi Illardo, il rappresentante di Provenazano per la Sicilia Orientale, il quale aveva deciso di collaborare con il colonnello Michele Riccio; quest'ultimo in un'intervista rislasciata ad un giornalista del film-documentario "Il Fantasma di Corleone" rivela che Illardo aveva oraganizzato un incontro con Provenzano in un casolare di Mezzojuso, lungo la Ss 189 Agrigento-Palermo. Riccio predispose una squadra di militari che si piazzò sulla Palermo-Agrigento: in effetti, poco dopo arrivarono due auto, una Fiat Uno rossa con a bordo Lorenzo Vaccaro e Francesco Carruba e un fuoristrada con Luigi Illardo. Quindi un'altra macchina condotta da Giovanni Napoli il quale fece salire sull'auto Vaccaro e Illardo, e li condusse, seguito da una Lancia Prisma con dentro Salvatore Ferro, ad una masseria dove ci fu il vertice con Provenzano. A quel punto tutto era pronto per far scattare il blizt da parte degli uomini del ROS, ma il colonnello Riccio, racconta che il suo superiore, il colonnello Mori, non dava l'autorizzazione all'intervento così facendo sfumare l'occasione. In seguito a questo avvenimento i responsabili di allora, sono sotto inchiesta.
Luigi Illardo, viene trovato morto il 10 maggio 1996, propri quando stava rivelando al colonnello Riccio i nuovi contatti, i nuovi approci della politica con Cosa Nostra; chi erano i mandanti esterni delle Stragi di Capaci e di via D'Amelio, facendo riferimento ad ambienti della Massoneria, delle istituzioni deviate, dei serviszi segreti e della politica di riferimetno dell'epoca e anche quella odierna.
Quest'ultima frase mi fa molto pensare perché una serie di eventi strani si susseguono: nella sua ultima intervista di Paolo Borsellino, il giudice parla dell'indagine in corso all'epoca sui strani rapporti di Silvio Berlusconi con Vittorio Mangano, quest'ultimo un boss mafioso (che in seguito verrà arrsetato per assiociazione mafiosa, e per omicidio), poco tempo dopo, il magistrato muore nell'attentato mafiso del 19 luglio 1992 in via D'Amelio; nel 1994 Silvio Berlusconi diviene Presidente del Consiglio, prorio in quel periodo Luigi Illardo inizia a collaborare con il Colonnello Riccio, e sta per rivelare i nomi dei politici collusi con la mafia, i quali indicati anche come mandanti a volto coperto delle stragi. Ora sommando le varie informazioni a me sembra molto chiaro lo schema che si presenta, tutto porta a Silvio Berlsconi: la mafia ha contatti con nuovi politici, Silvio Berlusconi da poco era "sceso in campo" con il partito Forza Italia; la mafia ha contatti con pesonaggi dell'ambiente massonico, e sempre Silvio Berlusconi fa parte della Loggia massonica P2 (Propaganda 2), per la quale è stato tra l'altro indagato e condannato per falsa temstimonianza riguardo alla vicenda massonica, e poi misteriosamente amnistiato; infine c'era anche il movente perché il cosiddetto "Cavaliere" potesse essere il mandate esterno della strage che portò alla morte del giudice Borsellino, quest'ultimo stava indagando su i rapporti di Berlusconi con il boss Vittorio Mangano e su un probabile suo coinvolgimento in un traffico di droga. Insomma, per qualcuno potrebbero sembrare accuse infamanti queste, ma sembra che tutto torni. Forse gente che non vuole vedere crederà veramente che questo è tutta un complotto messo su da magistrati comunisti che cercano di spodestare dal suo legittimo posto polito Silvio Berlusconi, dimostrando la proprio ignoranza, perché come ben si sa Paolo Borsellino non era comunista, ma tutto il contrario, inffatti egli era iscritto e votava MSI, di certo un partito non di sinistra.
Molti affermano che in tutti questi anni Provenzano non si è voluto prendere, perché prima prottetto della DC, il quale leader, Giulio Andreotti, nel processo cha ha avuto luogo per far luce sui suoi rapporti con la mafia, ha stabilito che fino agli inizi degli anni '80 Andreotti ha avuto rapporti con la mafia, reato prescritto per decorrenza dei termini; in seguito la latitanza di Provenzano ha fatto comodo anche al PSI, che doveva ringraziare Cosa Nostra per l'ascesa sul piano politico, inquanto i rapporti fra mafia siciliana e DC si erano incrinati, facendo orientare i voti dei siciliani verso il Partito Socialista; e infine protetto da quei partiti che oggi compongono il centro-destra dello scachiere politico italiano, in particolarmodo UDC, il quale ha in sicilia il presidente della regione Totò Cuffaro, indagato per favoreggiamento alla mafia, e Forza Italia, che ha come fondatore un uomo, Macello dell'Utri, indagato per complicità estena in associazione mafiosa, il quale è stato lui a presentare Vittorio Mangano a Silvio Berlusconi.
Non so come mai finalmente proprio nel culmine dello sfoglio delle schede elettorali delle votazioni politiche del 2006, si sia voluto prendere il ricercato numero uno di Cosa Nostra, forse la volontà dei singoli poliziotti che sono andati avanti da soli, come i carabinieri del nucleo spaciale di Ultimo che ha catturato l'allora capo di Cosa Nostra, Totò Riina. Non lo so... ma la cosa importate è che un messaggio chiaro sia passato, per i mafiosi è inutile la latitanza, perché nonostante gli inciuci che la mafia ha con i politici, ci sono uomi come quei poliziotti che desiderano fare il proprio dovere e che hanno una volontà che supera quella dei politici di proteggere i latitanti con i quali si sono collusi!
Riporto i video dell'arresto di Provenzano - 11 aprile 2006
April 05 SANTO SILVIO
Santo Silvio da Arcore, povero lui, come dice il Santino che ho nel mio portafoglio, “che liberò l’Italia dalla giustizia e dall’ugualianza. Povero uomo perseguitato dalle toghe rosse, lui che ama tanto questa nazione, ed essa la ripaga perseguitandolo ingiustamente! Diamo una leggera occhiata su cosa questi Magistrati cattivoni e comunisti l'hanno inquisito fino ad ora e vediamo che risultati ha portato, questo inutile accanirsi verso un uomo che merita solo l'adorazione e non la persecuzione, ma lui come Cristo viene portato davanti ai Sacerdoti del Tempio e viene giudicato, perseguitato e infine CROCIFISSO, ma tutto sarà stato inutile, perché egli risorgerà dopo tre giorni, grazie alla Legge Pecorella.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La Corte di Cassazione ha ribadito che, riguardo ai casi di prescrizione dovuta alla concessione di attenuanti, "Qualora l'applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell'imputato ed è fonte per costui di pregiudizio" (Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 5069 del 21 maggio 1996). Di seguito le sentenze di colpevolezza che ricadono nella categoria dei reati estinti con la concessione di attenuanti: Lodo Mondadori, corruzione giudiziaria (attenuanti generiche, sentenza definitiva); Caso All Iberian 1, 23 miliardi di tangenti a Craxi (attenuanti generiche, sentenza definitiva); Sme-Ariosto 1 - imputazione sui 434.404 dollari a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (attenuanti generiche in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella); Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta, sentenza definitiva).
Sentenze di colpevolezza che ricadono nella categoria dei reati estinti per intervenuta amnistia: Falsa testimonianza P2 (amnistiato, sentenza definitiva); Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio (amnistiato, sentenza definitiva).
Sentenze di colpevolezza che ricadono nella categoria delle imputazioni che non costituiscono più reato: Caso All Iberian 2 (falso in bilancio, sentenza di I grado).
Assoluzioni per insufficienza di prove: Caso All Iberian 2 (falso in bilancio, sentenza di I grado); Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria (insufficienza di prove in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella); 4 Tangenti alla guardia di finanza (insufficienza di prove per stabilire se le abbia autorizzate Silvio Berlusconi o il fratello Paolo, sentenza definitiva); Medusa cinematografica, falso in bilancio (assoluzione con formula dubitativa, in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essersene accorto, sentenza definitiva); Sme-Ariosto 2, falso in bilancio (stralciato in base alla nuova legge sul falso in bilancio).
Assoluzioni nel merito: Sme-Ariosto 1 - imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assoluzione piena in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella) ; Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio (assoluzione nel merito, sentenza definitiva).
Indagini archiviate: Bilanci Fininvest, falso in bilancio e appropriazione indebita (calcolo prescrizione in base alla nuova legge sul falso in bilancio); Consolidato Fininvest, falso in bilancio (calcolo prescrizione in base alla nuova legge sul falso in bilancio); spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest (archiviazione per insufficienza di prove); traffico di droga (l'indagine non ha rilevato nulla di penalmente perseguibile); tangenti fiscali Pay-tv; Stragi 92-93, concorso in strage (scadenza dei termini d'indagine); Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell'Utri, riciclaggio di denaro sporco (scadenza dei termini d'indagine).
Procedimenti in corso: Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita (indagini in corso); Tangenti a David Mills, corruzione giudiziaria (rinviato a giudizio); Telecinco, violazione della legge antitrust spagnola e altri reati (ripreso dopo che Berlusconi ha lasciato il Governo).
LA DESTRA ANTIMAFIOSAPensavo che l'ultimo uomo di destra che in questa nazione si è opposto veramente alla mafia fosse Paolo Borsellino, il quale era iscritto all'MSI.
Ieri, girando su you tube mi sono imbattuto in un video contro la mafia, creato da "Azione Giovani" di Salerno. La cosa mi ha fatto particolarmente piacere, perché erano anni che la tematica antimafiosa è trattata quasi esclusivamente da forze politche di sinistra, ed a me che sono un uomo di destra, ha fatto male vedere che il partito a cui era iscritto Paolo Borsellino fosse alleato con Brelusconi & co. che ha tra suoi cari amici e conoscenti personaggi che sono stati condannati per associazione mafiosa, come Vittorio Mangano, o che con la mafia fa affari. Il video che sotto riporto è molto bello, ma il fatto è che credo che invece che fare un video, quei ragazzi di Azione Giovani, avrebbero dovuto andare dai loro capi di partito e farsi spiegare con che coraggio si sono messi con politici che dalla mafia ha preso voti in cambio di favori. Trovo estremamente immorale che un partito che si ritiene nemico della mafia partecipi alle elezioni politiche nella stessa coalizione dove c'è un partito come l'UDC che ha come presidente della regione Sicilia un uomo che è indagato per favoreggiamento alla mafia; insieme a Forza Italia, che ha come europarlametare Marcello dell'Utri, che sappiamo benissimo tutti, che è amico di "Cosa Nostra" e che per questo è stato indagato. Quindi meno parole. Più fatti. E' necessaria della coerenza. La politica è caratterizzata dai simboli, che esprimo messaggi, e quindi è indispensabile dare un messaggio forte contro la Mafia. Meglio soli che con partiti collusi con Cosa Nostra, 'Ndrangheta, 'O sistema Camorristico. Anche se questo porti ad uno scarso risultato elettorale a causa della legge elettorale che la regolamenta.
April 01 ANDIAMO A FARE UNA GITA A ROMA... TANTO PAGA BERLUSCONI!Lo so… qualcuno potrebbe dire che io non abbia un gran tempismo nel postare questo intervento ora: a quasi quattro mesi dall'evento, quando non ne parla e né ci pensa più nessuno, neanche quelli della "Casa della Libertà". Ma solo oggi ho trovato su youtube.com un bel filmato riguardante l'argomento e l'ho trovato interessate e quindi ho deciso di condividerlo con altri. Ma prima vorrei far vedere cosa ha scritto il Tg.com riguardo la manifestazione dello scorso 2 dicembre a Roma:
Cdl in piazza contro la Finanziaria Corteo a Roma, l'Udc a Palermo L'opposizione ha chiamato in piazza i propri elettori e i delusi del governo Prodi per misurare e dimostrare la sua forza, nel primo grande appuntamento dopo le elezioni dello scorso mese di aprile. Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Umberto Bossi hanno convocato la Cdl a Roma, alla conquista di piazza San Giovanni, la tradizionale "piazza rossa" della politica italiana. L'Udc invece è a Palermo. Ecco la manifestazione minuto per minuto Ore 17.30 - "Nella nostra concezione, prima vengono gli elettori, le donne, gli uomini e solo dopo i partiti e i loro leader: la nostra idea dei partiti e' quella che nascono dai cittadini legati ai valori: e' il popolo che sceglie il leader non i leader che scelgono il popolo''. Lo afferma Berlusconi nel suo intervento a San Giovanni. Ore 16,48 - "Oggi in piazza siamo piu' del '96". Lo ha assicurato il parlamentare di Forza Italia e presidente del Copaco, Claudio Scajola, arrivando in piazza San Giovanni per partecipare alla manifestazione della Cdl contro la Finanziaria del governo Prodi. Ore 16,45 - All'entrata di piazza San Giovanni campeggia un enorme busto di cartapesta di Silvio Berlusconi, che regge sulle spalle una bandiera italiana. Fa da sfondo al palco un'enorme scritta a caratteri bianchi su sfondo blu: "Contro il regime per la liberta"'. Centinaia le bandiere di Forza Italia e Alleanza Nazionale che sventolano tra la folla. L'attesa dei manifestanti e' accompagnata da un concerto dell'orchestra di Demo Morselli. Ore 16,41 - Un tricolore lungo oltre 800 metri sta sfilando dal Circo Massimo verso Piazza San Giovanni. Il Tricolore e' stato organizzato dai parlamentari di AN, Roberto Menia e Giovanni Collino, per rendere omaggio ai caduti di Nassyria. Ore 16,34 - "Siamo di fronte alla piu' grande manifestazione dal dopoguerra ad oggi. Si tratta di un avvenimento eccezionale che va molto al di la' delle nostre migliori aspettative". Lo comunicano gli organizzatori della manifestazione, i quali fanno sapere che al Circo Massimo devono ancora arrivare numerosi pullman dalla Lombardia e dal Veneto. Ore 16,31 - Durante la manifestazione della Cdl a piazza San Giovanni, dal palco si e' invitata la folla ad un minuto di silenzio in ricordo dei militari italiani caduti a Nassiriya Ore 16,26 - "Chiunque vedesse il calore di questa manifestazione, rimpiangerebbe di non essere qui". cosi' Ignazio La Russa risponde ai cronisti che sotto il palco si piazza San Giovanni gli chiedevano un commento sull'assenza dell'Udc ala manifestazione. Ore 16,08 - "Io di manifestazioni me ne intendo, ne ho fatte tante con il Pci, ma oggi posso dire che questa partecipazione è la più importante e la più imponente per partecipazione nella storia italiana". Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi. Ore 16,04 - "Siamo due milioni solo al Circo Massimo". Lo dice arrivando a piazza San Giovanni il leghista Roberto Calderoli che indossa una felpa verde con la scritta 'Lumbardia'. Ore 15,59 - "Sono molto contento non mi aspettavo cosi' tanta gente". Afferma il leader di An Gianfranco Fini circondato dalla folla a piazza Venezia mentre appende il tricolore per commemorare all'Altare della Patria i caduti di Nassiriya. Ore 15,50 - Anche Umberto Bossi ha voluto fare la sua breve ma significativa apparizione nel corteo di Roma. Il leader della Lega si e' unito ai manifestanti partiti da Circo Massimo per pochi minuti per lasciare questa battuta: "L'assenza dell'Udc non si vede. Nessuno se n'e' accorto. Berlusconi e' l'unico leader" Ore 15,45 - In piazza a Roma "c'è questa novità: sfila per la prima volta un blocco sociale nuovo, gente che in piazza non era mai scesa e che si ritrova a farlo per la prima volta. Grazie a Prodi". Questo è il commento di Roberto Maroni che , dietro allo striscione Lega Nord Padania apre il corteo nella su aparte leghista partito dal Circo Massimo. Ore 15,35 - Il corteo che ha sfilato davanti all'Altare della patria, guidato tra gli altri da Antonio Tajani, Altero Matteoli e Alessandra Mussolini, ha tributato un lungo applauso ai caduti di Nassirya. Poi si è allontanato in direzione piazza San Giovanni intonando l'inno nazionale. Ore 15,32 - "Silvio ci manchi - Napoli" è la scritta portata i viaggio con uno striscione da un aereo che sta sorvolando Piazza San Giovanni e Via Appia. In testa al corteo un grosso babbo natale con la faccia di Prodi porta uno strizione con su scritto: "Basta Prodi, basta frodi, basta froci". Ore 15,18 - "Credo che le manifestazioni siano parte integrante della democrazia quidi non ci trovo nulla di strano e nulla di particolare". Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi, prima di rientrare nelal sua casa di Bologna, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla decisione della Cdl di scendere in piazza contro il suo governo ela finanziaria. Ore 15,10 - Resse e spintoni al corteo partito da Piazza della Repubblica che vede in testa in leader di An Gianfranco Fini. Il servizio d'ordine della manifestazione fatica a tenere a bada la folla di simpatizzanti e giornalisti. Alcuni componenti del servizio d'ordine non si sono risparmiati nei confronti di alcuni fotoreporter e cineoperatori che sono stati presi a spinte, e in un caso anche a calci. I giornalisti si sono più volte lamentati con gli organizzatori per il trattamento subito. Ore 15 - Il corteo di piazza Esedra ha preso le mosse con le note dell'Inno di Mameli, suonato da una banda. Alla testa del corteo, tra gli altri il deputato di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, l'ex ministro di An Gianni Alemanno e l'ex ministro di Forza Italia Antonio Martino, il deputato di An Teodoro Buontempo e l'ex ministro Francesco Storace, il segretario nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli. Ore 14,45 - "Prodi trema...e' tornata la balena". I militanti della Dc scandiscono lo slogan coniato dal senatore Mauro Cutrufo, vice segretario della Democrazia cristiana per le Autonomie, mentre confluiscono al Circo Massimo per unirsi al corteo che alle 15 si muovera' alla volta di San Giovanni. Ma guardate cosa ha omesso di raccontare riguardo alla manifestazione:
March 26 ONOREVOLI WANTEDPubblico una lettera scirtta da Marco Travaglio:
Nella campagna “Parlamento pulito”, intendo. Dopo tre mesi passati insieme a Peter Gomez ad analizzare i precedenti penali dei 900 e passa dipendenti appena eletti nel nuovo Parlamento per il nostro nuovo libro appena pubblicato da Editori Riuniti, “Onorevoli Wanted”, sono lieto di comunicarti che i pregiudicati hanno di nuovo raggiunto quota 25, eguagliando il record della passata legislatura. Considerando poi le altre categorie dei “diversamente onesti”, e cioè quelle degli indagati, degli imputati, dei condannati in primo o secondo grado, dei miracolati dalla prescrizione o dalle varie leggi-canaglia, siamo arrivati a 82: quasi il 10 per cento dell’intero Parlamento, una percentuale che nemmeno nei quartieri dello Zen di Palermo o di Scampia e Secondigliano a Napoli. Per l’esattezza: 25 condannati definitivi (compresi quelli che hanno patteggiato la pena), 10 prescritti, 8 condannati in primo grado, 17 imputati in primo grado, 19 indagati, 1 imputato in udienza preliminare, 1 prosciolto per immunità parlamentare, 1 colpevole assolto per legge.
L’hit parade dei partiti vede al primo posto Forza Italia (con 29 diversamente onesti), seguita da Alleanza nazionale (14), Udc (10), Lega Nord (8), Movimento per l’autonomia (1), Dc (1), Psi (1), Gruppo Misto (1: Andreotti). In tutto, il centrodestra è a quota 65. Il centrosinistra insegue a quota 17, ma ce la sta mettendo tutta: Margherita (6), Ds (6), Udeur (2), Rifondazione comunista (2), Rosa nel pugno (1). Interessante anche la classifica dei reati preferiti dai nostri dipendenti in Parlamento: 18 casi di corruzione; 16 di finanziamento illecito; 10 di truffa; 9 di abuso d’ufficio e di falso; 8 di associazione mafiosa; 7 di bancarotta fraudolenta e turbativa d’asta; 6 di associazione per delinquere, resistenza a pubblico ufficiale e falso in bilancio; 5 di attentato alla Costituzione, attentato all’unità dello Stato e formazione di struttura paramilitare fuorilegge; 4 di favoreggiamento, concussione e frode fiscale; 3 di diffamazione, abuso edilizio e lesioni personali; 2 di banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti; 1 di omicidio, associazione sovversiva, istigazione a delinquere, favoreggiamento mafioso, aggiotaggio, percosse, violenza a corpo politico, incendio aggravato, calunnia, falsa testimonianza, voto di scambio, appropriazione indebita, violazione della privacy, oltraggio, fabbricazione di esplosivi, violazione diritti d’autore, frode in pubblico concorso e adulterazione di vini. Le storie e le sentenze dei nostri Magnifici Ottantadue (più i miracolati dal caso Parmalat: vedrai quante sorprese, di destra ma soprattutto di sinistra!) le trovi nel libro. Concludo con l’elenco dei 25 condannati definitivi, perché tu possa aggiornare la contabilità: 1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento. 2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato). 3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione. 4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato. 5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere. 6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta. 7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza. 8. Cirino Pomicino Paolo (Dc): corruzione e finanziamento illecito. 9. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva. 10. D’Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio. 11. Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale. 12. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito. 13. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito. 14. Farina Daniele (Prc): fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell’autorità. 15. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata. 16. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito. 17. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale. 18. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata. 19. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali. 20. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito. 21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria. 22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito. 23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico. 24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio. 25. Vito Alfredo (FI): corruzione”. Marco Travaglio
ELENCO PARLAMENTARI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA
Massimo Maria Berruti (deputato di Forza Italia): 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.
Alfredo Biondi (senatori di Forza Italia): 2 mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova.
La sentenza di condanna a suo tempo resa dal tribunale di Genova nei confronti di Alfredo Biondi è stata revocata in data 28 settembre 2001 per intervenuta abrograzione del reato.
Vito Bonsignore (eurodeputaro dell'Unione di Centro): 2 anni definitivi per tentata corruzione appalto ospedale Asti.
Mario Borghezio (eurodeputato della Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finaità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in € 3.040 di multa.
Umberto Bossi (eurodeputato e segretarui della Lega Nord): 8 mesi definitivi per tangente Enimont.
Giampiero Cantoni (senatore di Forza Italia): come ex presidente della Bnl in quata Psi, inquisito e arrstato per corruzione, bancarotta fraudolenta e altri reati, ha patteggiato pene per circa 2 anni e risarcito 800 milioni.
Enzo Carra (deputato dell'Ulivo): 1 anno e 4 mesi definitivi per false dichiarazioni al pm su tangente Enimont.
Paolo Cirino Pomicino (deputato della Democrazia Cristiana - Partito Socialista): 1 anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito tangente Enimont, 2 mesi patteggiati per corruzione per fondi neri Eni.
Marcello De Angelis (senatore di Alleanza Nazionale): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come elemento di spicco del gruppo neofascista Terza Posizione.
Sergio D'Elia (deputato della Rosa nel Pugno): condannato definitivamente a 25 anni per banda armata e concorso in omicidio per aver fatto parte del vertice di Prima Linea e aver partecipato alla progettazione dell'assalto al carcere fiorentino dlele Murate in cui, il 20 gennaio 1978, fu ucciso l'agente Fausto Dionisi. Appena eletto deputato, è stato subito nominato dall'Unione segretario della Camera.
Marcello Dell'Utri (sentaore di Forza Italia e membro della Consiglio d'Europa): condananto definitivamente a 2 anni per frode fiscale e false fatturazioni a Torino (false fatture Publitalia); ha patteggiato 6 mesi a Milano per altre vicende di false fatture Publitalia.
Antonio Del Pennino (senatore di Forza Italia): condannato per finanziamento illecito.
Gianni De Michelis (eurodeputato del Nuovo Psi): 1 anno e 6 meis patteggiati a Milano per corruzione per le tangenti autostradali del Veneto; 6 mesi patteggiati per finanziamento illecito Enimont.
Daniele Farina (deputato della Partito della Rifondazione Comunista): condannato per fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell'autorità.
Lino Jannuzzi (senatore di Forza Italia): condannato definitivamente a 2 anni e 4 mesi per diffamazioni varie, è stato graziato dal capo dello Stato proprio mentre stava per finire in carcere.
Giorgio La Malfa (deputato del Gruppo Misto): condanna definitiva a 6 mesi e 20 per finanziamento illecito Enimont.
Roberto Maroni (deputato della Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Giovanni Mauro (senatore di Forza Italia): Condannato per diffamazione aggravata.
Domenico Nania (senatore di Alleanza Nazionale): condannato per lesioni volontarie personali.
Aldo Patriciello (eurodeputato dell'Unione di Centro): condannato per finanziamento illecito.
Cesare Previti (deputato di Forza Italia): condannato a 6 anni per corruzione giudiziaria.
Egidio Sterpa (senatore di Forza Italia): condananto a 6 mesi definitivi per tangente Enimont.
Antonio Tomasini (senatore di Forza Italia): medico chirurgo, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni per falso.
Vincenzo Visco (deputato dell'Ulivo, sottosegretario all'economia e finanze): condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda. Più l'ordine di riduzione in pristino dei luoghi. Cioè la demolizione delle opere abusive.
Alfredo Vito (deputato di Forza Italia): 2 anni patteggiati e 5 milardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.
March 23 SE QUESTO E' UN UOMOSe questo è un uomo. Primo Levi se non si fosse suicidato nel 1987, sicuramente dopo aver visto i filmati quì sotto riporteti avrebbe esclamato: "Se questo è un uomo?! Se questo è un uomo che ha governato cinque anni il mio Paese?!" e sicuramente si sarebbe suicidato subito dopo.
Era qualche mese che non vedavamo Truffolo in TV, ma il 23 febbraio ha interrotto il suo digiuno da televisione: è andato da Giuliano Ferrara (riportato in una fotografia a dir poco oscena), ad Otto e Mezzo, su La7, a parlare della scorsa crisi di governo, nella quale il Premier Romano Prodi era stato costretto a rassegnare le dimissioni al capo dello stato, perchè al Senato la maggioranza non era riuscita a far passare il rifinanziamento dull'Afganistan. Berlusconi parlando della situzione, riferiva a Giuliano Ferrara e a Ritanna Armeni, che secondo lui il Presidente della Repubblica Italiana doveva accettare le dimissioni di Prodi perché con questo passo falso dell'attuale maggioranza l'immagine delll'Italia agli occhi del mondo viene danneggiata da questo passo falso.
Ma io invito a vedere che immagine ha dato Silvio Berlusconi al mondo intero: gurdate il video.
Divertente? Può darsi. Ma se pensiamo che questo lo ha visto il resto del mondo quando "La Casa della Libertà" governava con al comando il suo delfino, il Cavaliere del Lavoro Silvio Berlusconi, fa meno ridere, o per lo meno la ristata si trasforma in ghigno amaro pensando all'immagine che lui ha dato ad una nazione che ha eletto lui a guidarla.
Comunque vediamo il Cavaliere senza macchia e senza onta come ha fatto a diventare quel grand uomo che è diventato. Qualcuno lo accusa di aver preso i soldi dalla mafia, di averli riciclati, e di averli usati per fare i suoi e i loro interessi. Gente cattiva è quella che pensa certe cose! Il Cavaliere è un uomo che non ha niente da nascondere! Non centra niente lui con la mafia!
Ma vediamo cosa ne pensa pensa Paolo Borsellino:
Nel video qui sopra, il giudice Paolo Borsellino parla dei rapporti fra Silvio Belusconi e Vittorio Mangano, un boss di Cosa Nostra, ma per chi non credesse alla tesi esposta da Borsellino, che quindi Berlusconi con la mafia non centra niente, ascoltate questa intercettazione fra Berlusconi e Dell'Utri, nella quale Silvio Berlusconi racconta dell'attentato dinamitardo che ha subito sul portone della sua villa a Milano.
Questo video dimostra che Berlusconi frequentasse Vittorio Mangano, come per altro lui ha ammesso, ma non che facesse lo stalliere nella sua villa ad Arcore, ma che ben sapesse che quell'uomo fosse affiliato a Cosa Nostra perché non è rimasto sorpreso del tipo di messaggio che Mangano gli ha lasciato, tipico del liguaggio mafioso.
Concludo facedovi vedere ed ascoltare questo video, nella quale il gionalista Gianni Barbacetto elenca un giro di chiamate che avvengono nel periodo che ha anticipato la scesa in campo di Silvio Berlusconi sullo scacchiere politico. E' molto interessante perché il giornalista racconta come una serie di coincidenze hanno portato alla nascita di Forza Italia, e suggerisce la responsabilità che le mafie hanno avuto nel suo parto.
March 12 I CENTO PASSI
Tutti quelli che mi conoscono sanno che il mio orientamento politico è rivolto verso la destra, ma quella vera, non quella rappresentata dagli attuali esponenti che compongono "La Casa della Libertà" di fare i cazzi di (come direbbe Beppe Grillo) Truffolo, alias: Silvio Berlusconi, l'ottavo nano.
Ma nonostante la mia bilancia politica tenda a destra, la mia stima si estende anche a personaggi che appartengono alla Sinistra italiana, soprattutto se essi si sono opposti con coraggio contro la Mafia, ed è per questo che oggi omaggio Peppino Impastato. Non importa se tu sei di destra come Paolo Borsellino o di sinistra come Giuseppe Impastato, essi appartengono entrambi ad un solo partito: quello dell'antimafia! E ricordiamoci, gli uomini muoiono. Le idee Restano!
Giuseppe Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una giulietta al tritolo nel 1963).
Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L'Idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.
Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo al Consiglio comunale.
Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, del suicidio.
Grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato proprio a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l'inchiesta giudiziaria.
Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d'Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese.
Nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti.
Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla Pizza Connection.
Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l'archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi.
Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un'istanza per la riapertura dell'inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto.
Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell'omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l'inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l'udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata.
I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l'Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all'udienza preliminare e chiede il giudizio immediato.
Nell'udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell'Ordine dei giornalisti.
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.
Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo.
PENSAIl Miglior Sanremo al quale ho avuto modo di assistere: finalemte hanno vinto le canzoni giuste, e mi riferisco in particolar modo a quella di Fabrizio Moro che ha scritto un testo di rara bellezza. Forse piano piano una cambiamento sta avvenendo, in passato ci saremmo sognati di acoltare al Festival di Sanremo una canzone del genere. Sono contento!
Ascoltatela
March 01 I RAGAZZI SONO IL FUTURO DELL'ANTIMAFIAChi ha paura muore ogni giorno. Chi non ha paura muore una sola volta. (Paolo Borsellino)
February 17 CONSENSO NEGATOCiao ragazzi,
mi rivolgo ai miei amici: ad alcuni di voi ho già parlato della manifestazione anti-mafie che qusta mattina ci sarà a Reggio Calabria.
Come si nota dalle immagini e dai filmati presenti nel mio blog, l'argomento mafioso è un temo al quale temo profondamente.
La manifestazione che ci sarà oggi in Calabria contro tutte le mafie: non solo quella che ha colpito il vicpresidente della Regione Calabria. Francesco Fortugno, ovvero la n'drangheta; è stata organizzata dai ragazzi di Locri, che dopo questo omicidio di mafia avvenuto nella loro terra, hanno fondato un movimento con il nome di "AMMAZATECI TUTTI".
Io oggi sarei voluto andare a quella manifestazione, ma non ci sono andato perchè non mi andava di andarci da solo, e avrei voluto che qualcuno di voi mi avesse accompagnato. Ma non ve l'ho chiesto perchè vi conosco, so già quale sarebbe stata la vostra risposta, e so anche quanto poco interesse ha per voi questa manifestazione e questa tematica.
E vi capisco, la maggior parte di voi non sa neanche chi fosse Francesco Fortugno e la sua vicenda. Si ne hanno parlato ai telegiornali, ma credo che il tempo dedicato sia stato particolarmente insufficiente, e la prova siete voi. Se avessero interrotto tutte le trasmissioni, se avessero fatto su tutte le reti nazionali delle edizioni strordinarie per parlare dell'omicidio Fortugno, e se fossero andate avanti per ore o per giorni come gli speciali sull'agonia e la morte del nostro defunto Papa Giovanni Paolo II, voi tutti sicuramente sapreste che il 16 ottobre 2005 a Locri, in Calabria, la mafia locale aveva ucciso Francesco Fortugno.
Ma tutto ciò non è accaduto, e oggi voi non sapete chi sia, alcuni di voi, non sanno che ciò ha dato vita a un movimento anti-mafioso in Calabria che oggi, insieme a tutte le vittime di mafia d'Italia e insieme ad altri cittadini italiani che scendono a Reggio per manifestere contro tutte le mafie.
Voi penserete, è normale che in televisione non abbiano dato Fortugno la stessa rilevanza della morte del pontefice polacco, dopotutto, chi era Fortugno. Ma il punto è un altro, la cosa grave è che la n'drengheta il 16 ottobre 2005 ha ucciso un politoco che riscopriva una carica importante dal punto di vista istituzionale. Ed è molto più grave della morte del Papa, egli è morto di causa naturale, era una cosa che prima o poi doveva accadere. Mentre l'attacco da parte della mafia calabrese nei confronti di una politica portata avanti da un esponente che si prefiggeva di estirpare quel cancro che rende la regione che lui reppresenta la più povera d'Italia, uccidendo direttamente il promotore di tale iniziativa è stata una cosa che NON DOVEVA accadere!!! NON DOVEVA, è imperativo! Non è ammsibile che un'organizzazione criminale possa avere la forza e il coraggio di una tale azione. E' un affronto rivolto direttamente allo stato, come dire "guaradate che quà comandiamo noi, e facciamo il buono e il cattivo tempo".
Voi forse non capite cosa provo quando sento certe notizie: all'improbbiso una stretta allo stomaco, ma non di paura, ma di rabbia; un calore che sale su per l'esofago, fino alla testa, la quale inzia a brusciare; gli occhi diventano lucidi dalla rabbia, e il guardandomeli si potrebbe intuire il calore che contengono; all'inprovviso un'aria calda scende grave giù dal naso verso l'esterno; la pelle mi si accappona e come un grido sento levarsi nella mia testa! Quella è la reazione di un ragazzo incazzato che si sente impotente, perché vorrebbe poter cambiare le cose da un momento all'altro, ma non può. Una rabbia che viene alimentata dall'orgoglio oltraggiato da quell'affronto che la Mafia ha osato lanciare allo Stato Italiano, cioè noi. Perchè lo Stato non sono i politici, i magistrati o i poliziotti, ma siamo noi, essi sono solo servitori dello Stato, cioè dovrebbero servire NOI.
Quindi quando le mafie attaccano e affrontatno lo Stato la prendo come una cosa personale, come se l'offesa sia stata rivolta a me in persona.
Questo dovrebbe farvi capire quanto ci avrei tenuto ad andare a questa manifestazione, ma avrei voluto condividerla con qualcuno di voi, per meglio farvi comprendere cosa provo e cosa penso.
Naturalmente oggi ci sarà anche la manifestazione a Vicenza contro l'allargamento della base america, e di conseguenza i giornalisti e i politici avrenno gli occhi su di essa, facendo finta di non sapere e di non sentire l'urlo di rabbia ed orgoglio che un popolo, quello dell'anti-mafia lancerà oggi! E di questo ne sono sicuro perchè fino ad oggi nessuno ne ha parlato, e anche perchè già ci sono stati dei precendeti proprio qualche mese fa, quando nello scorso novembre ci sono stati gli Stiti Generali dell'anti-mafia a Roma e che nessuna rete televisiva della Rai, Medaiset, o La7 si è degnata di mandare in onda. E io che per poterlo vedere ho docuto scaricare i filmati da Internet e che vi riporto nel video sopra.
Non so perchè ho scritto questo intervento, sembra più una lettera indirizzata ai miei amici che un intervento su un blog che parla di argometi politici, ma il fatto è che sento il bisogno di condividere le mie idee e le mie emozioni con voi, amci miei.
Comunque qualcosa sono riscito a fare: ho contribuito alle spese per la manifestazione, e ho deciso che ogni mesi finanzierò qusto movimeto per cercare di compesare quello che non posso fare sul campo con loro.
Concludo dicendovi che sotto allego il filmato che presenta la manifestazione di oggi, reppata da Giovanotti, e vi chiedo di fare ascolto alle parole che mi sembrano molto significative ed incisive.
February 04 FALCONE E BORSELLINO, NON VI DIMENTICHEREMO MAIDiscorso di Paolo Borsellino dette in commemorazione di Giovanni Falcone il 25 maggio 1992 nella chiesa di San Domenico:
"Il nostro lavoro stava smuovendo le coscienze, rompendo i sentimenti di accettazione della convivenza con la mafia, che costituiscono la vera forza della mafia. La lotta alla mafia non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti, e soprattutto le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale. July 28 LIBANO E QUESTIONE MEDIORIENTALE
Il Libano: stato asiatico dell’area mediorientale. Confina a Nord e ad Est con la Siria, a Sud con Israele, e Ovest con il Mar Nostrum (Mar Nostro in Latino, nome utilizzato dai Romani), o meglio Mar Mediterraneo. Il Libano è uno stato con netta prevalenza religiosa mussulmana, ma che ha una rilevante comunità cristiana. In questi giorni il mondo osserva con occhi preoccupati le vicende legate a questo stato. Ormai sono passate due settimane dall’inizio dell’escalation scoppiata fra Israele e gli hezbollà, fazione estremista libanese anti-israeliana che negli scorsi giorni ha rapito due soldati israeliani scatenando l’ira d’Israele, che ha incominciato a bombardare il sud del Libano – zona presidiata dalle forze hezbollà – con lo scopo di distruggere tutte le armi nemiche, fornitegli dalla Siria, che a sua volta riceve le armi dall’Iran. Israele ha affermato che ci sarà un cessate il fuoco solo se saranno rilasciati i soldati israeliani rapiti. Per risposta gli hezbollà hanno dichiarato che i soldati israeliani saranno liberati solo se a sua volta Israele rilascerà dei prigionieri libanesi rinchiusi in Israele. Ad oggi nessuno dei due ha fatto passi in avanti per porre fine al conflitto. Anzi, Israele da qualche giorno ha iniziato l’offensiva via terra occupando alcune zone del Libano meridionale. Inoltre Israele e Siria stanno ammassando truppe ai confini, aumentando cos’ì la tensione. La Siria ha minacciato che se l’offensiva via terra non si fermerà dichiarerà guerra ad Israele. L’Iran allo stesso tempo ha dichiarato che se Israele entrerà in conflitto con la Siria a sua volta l’Iran attaccherà a sua volta lo stato ebraico. E per mettere la ciliegina sulla torta i telegiornali hanno divulgato un messaggio del vice di Osama Bin Laden, nel quale dichiara l’organizzazione terroristica del principe saudita fornirà aiuto militare al Libano.
In questa intricata crisi che sta destabilizzando la già fragile zona meridionale, il mondo cerca di reagire per impedire l’inizio di quella che si prospetta come la Terza Guerra Mondiale, prima c’è stata la discussione sulla crisi israelo-libanese fra i Grandi 8 a San Pietroburgo, e poi a Roma una conferenza fra i vari stati europei, America e ONU indetta per reagire e scongiurare il degradarsi della situazione. Sarebbe stato meglio se ci fossero stati anche i rappresentanti di Israele, Siria e Iran così da raggiungere magari un accordo sul “cessate il fuoco”, ma ciò non è accaduto. Israele ha risposto che non ha partecipato in quanto non è stato esplicitamente invitato, anche se il suo invito al resto del mondo sembrava scontato in quanto il protaganosta di questa conferenza era proprio Israele. Ciò che io ho pensato, sicuramente mi sbaglierò, ma è ciò che ho a me è parso è che Israele non è andata di proposito proprio perché non ha intenzione di cessare il fuoco. Con questo non voglio che si percepisca una vena polemica nei confronti di Israele perché io sono d’accordo con lei, ma semplicemente è una onesta osservazione.
Lo stato che da maggiore appoggio allo stato ebraico è l’America, che è sempre stata la maggiore alleata di Israele; ma che, sempre secondo me, ha interesse che questa guerra non si concluda e che magari possa ampliarsi fino ad includere Siria, ma soprattutto Iran. L’Iran, lo stato canaglia degli americani, che spesso negli scorsi mesi è stato minacciato dagli USA di una possibile risoluzione militare se non avesse interrotto il proprio programma nucleare. Alla fine Condoliza Rice ha fatto capire al Presidente Gorge W. Bush che adoperando questa politica in medio oriente basata sulla guerra preventiva che ha portato alla guerra in Afganistan prima, quella in Iraq poi, il dissenso nei confronti di questa amministrazione americana, stava deteriorando le alleanze con i Paesi Europei, e che di questo passo, si sarebbe ritrovata sola a combattere il mondo mussulmano estremista, che caso strano è costituito da stati ricchi di petrolio, ma questo è solo un particolare che interpretano solo i maligni, i nemici dell’america. Quindi con questa guerra, e una probabile entrate di un nuovo protagonista come l’Iran, l’America raggiungerebbe forse i suoi obiettivi. La gente si chiede, ma perché il resto del mondo si oppone alla guerra nei confronti dei cattivi iraniani? I quali dimostrano la loro crudeltà esaltando personaggi come Adolf Hitler, dichiarando che l’olocausto è una invenzione degli ebrei. Perché? Perché forse è solo una scusa? Perché l’Iran come Saddam Hussein, presidente iracheno aveva intenzione di vendere il petrolio in Euro e non più in Dollari, in quanto l’Euro è una moneta ormai più forte di quella americana. Ma così facendo il dollaro, già abbastanza debole, si sarebbe tanto svalutato da valere poco più di carta straccia. È solo un’altra coincidenza, un altro particolare irrilevante, che l’amministrazione USA avesse intenzione di fare guerra a dei Paesi che avrebbero venduto il proprio petrolio non più in Dollari americani, ma i Euro? Io me le faccio queste domande, e mi domando anche perché non se le facciano i giornalisti.
Quindi il la questione libanese è una buona occasione per gli USA, e per fortuna credo che gli altri governi europei se ne siano accorti per questo hanno deciso di mandare una forza di pace sotto la protezione dell’ONU sul confine israelo-libanese. Il governo italiano già al G8 svoltosi a San Pietrobrugo ha promesso che sarebbe stato disponibile a mandare fra gli 8000 e i 10000 soldati italiani. A questa proposta di una forza ONU il presidente libanese si è trovato d’accordo, ma a patto che si stabilisca in territorio israeliano e non libanese, facendo capire che la cosa necessaria era tenere sotto controllo Israele. Ma non solo: così facendo le forse hezbollà, non sarebbero tenute d’occhio e magari smilitarizzate. E così ho pensato che forse il presidente libanese fa anche gli interessi degli hezbollà; e che se veramente il governo libanese fosse contro gli hezbollà, i quali hanno causato questa guerra che ha rimesso in ginocchio lo stato libanese che stava proprio adesso riprendendosi dall’ultima guerra; avrebbe potuto mandare il proprio esercito nel sud a contrastarli, fatto invocato anche da Israele. Tra l’altro quando è venuto a Roma lui ha parlato anche per nome degli estremisti guerriglieri del sud, e così facendo, invece di prendere distanze da quella fazione, ha fatto intendere che il governo libanese rappresenta anche la fazione hezbollà.
La situazione è molto intricata, ed è caratterizzata da profonda ipocrisia e grandi menzogne. Se la situazione non migliorerà e anzi andrà avanti per questa strada, è facile che presto ci ritroveremo in un conflitto mondiale, Israele, USA, e molti degli stati NATO da un parte, e Libano, Palestina, Siria, Iran dall’altra. Molte ambasciate occidentali di alcuni paesi mussulmani come Pakistan, Insonesia, Egitto, Arabia Saudita, Marocco, Libia, potrebbero essere attaccate da estremisti mussulmani così provocando l’allargamento del conflitto a macchia d’olio. Ma forse prima o poi andrà a finire così comunque. Siamo arrivati ad una situazione internazionale tesa come gli anni che precedettero le due guerre mondiali. Da qualche anno l’ONU ha perso gran parte del suo prestigio, potere e autorità. Senza l’Unione Sovietica si è creato un vuoto di potere che destabilizza tutta la zona che precedentemente era sotto l’influenza russa; così Paesi come Iran, Siria e anche Pakistan, si sentono più liberi di prendere decisioni coraggiosi riguardo politica estera. In più, l’America sentendosi l’unica superpotenza a sua volta si sente libera di fare ciò che vuole in quanto convita di contrastare qualunque Paese. Anche se da qualche anno si rende conto che quel vuoto possa essere colmato da realtà come l’Unione Europea e il colosso cinese. Naturalmente la nascita di altre superpotenze che potrebbero contrastarla e impedirle di aver mano libera in zone strategiche come il medio oriente, è scongiurata dalla potenza americana, e la sua politica spesso è stata basata su azioni destinate a rallentare il processo di consolidamento e espansione della realtà unitaria europea come la guerra in Kosovo, e anche la recente “Seconda Guerra del Golfo” ha avuto effetti che hanno portato a far emergere contrasti fra alcuni stati europei, Italia, Olanda, Polonia, Danimarca, Inghilterra, e (all’inizio) Spagna con la politica interventistica americana, Francia, Germania e Russia contrari ad un intervento armato in Iraq. La questione è che Israele sarà il mezzo con il quale gli Stati Uniti si muoveranno per accaparrarsi il controllo della zona mediorientale, e parte della popolazione dei Paesi mussulmani, rappresentata da fazioni estremiste non faranno altro che assecondare la politica americana poiché il loro odio accecante nei confronti d’Israele gli impedisce di vedere la ragione.
July 27 INDULTOIn questi giorni ho avuto una conferma: quando si tratta di votare non sbaglio mai! Alle scorse Politiche io ho votato per l'IDV (Italia Dei Valori - Lista Antonio Di Pietro), e quando lo riferii ai miei amici più di qualcuno mi rise in faccia, come se avessi votato per un incompetente e imbecille della politica. Ma in questo peiodo ho avuto conferma che in tutta la mia vita non avevo mai fatto una scelta tanto giusta: per chi ho votato io? Io ho votato per un ex-giudice, ma non un giudice qualunque, ma per uno che ha iniziato a fare pulizia nel nostro Paese; è il Giudice di "Mani Pulite" che distrusse o per lo meno diede una forte spallata a Tangentopoli, è un giudice che ci ha invidiato tutta Europa, la quale tanto lo ammira. Alcuni miei amici hanno fatto scelte molto differenti da me, e nonostate tutto abbiamo una cosa in comune: il profondo disprezzo per un personaggio come il Cavalier, ex-Presidente del Consiglio dei Ministri "Silvio Berlusconi". E perché noi tutti abbiamo questo forte e comune senso di... SI! di odio per questo personaggio? Perché lui rappresenta tutto ciò che è sbagliato in questa Nazione. Perché è un criminale che invece di andare al governo della sesta potenza mondiale (e non uno staterello dell'America Latina che un mio caro amico definirebbe "Repubblica delle Banane"), dovrebbe essere mandato in galera e buttare via la chiave per sempre. Quindi quando si è presentata per la prima volta per noi di esprimere una preferenza alle Elezioni Politiche nessuno ha votato per Forza Italia: c'è chi ha votato pre l'Ulivo (anche se sapeva bene che i DS erano stati travolti dallo scandalo Unipol); c'è chi volendo votare contro la coalizione capeggiate da Berlusconi ha deciso di votare per la rosa nel pugno (partito socialista: quel partito socialista che era stato il simbolo negativo per eccellenza di Tangentopoli + radicali) perché spinto dal profondo spirito laico - anticattolico che lo rappresenta; c'è chi per non tradire la sua profonda ideologia di destra pur non volendo votare per Berlusconi, ha votato per AN, convito che così facendo fosse molto diverso dal votare per Forza Italia; e infine ci sono io che dopo una profonda anali della variegata scelta fra i partiti candidatosi ho votato per Antonio Di Pietro, lo stesso Di Pietro che in questi giorni si sta tanto battendo contro l'indulto voluto dal resto della sua coalizione, e non solo. Perché mai si batte tanto contro questo indulto? Forse perché voglio far scarcerare personaggi che sono indagati e condannati ad esempio per: corruzione, usura, bancarotta fraudolenta, ho sentito anche per mafia che lì per lì ho ritenuto assurdo, ma poi mi sono ricordato chi fosse il Ministro della Giustizia, il grande Clemente Mastella, quell'ex - DC, la cara e vecchia DC, tanto cara a personaggi come Totò Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, e a tutti gli altri "Uomini d'Onore"; e allora mi sono convito che fosse possibile.
Ora pubblico per chi non l'avesse letta, la lettera che Antonio Di Pietro ha mandato a Beppe Grillo il quale a sua volta lo ha pubblicato sul suo Blog: “Caro Beppe, a pochi mesi dalle elezioni ho deciso di scriverti una lettera che spero tu possa pubblicare sul blog. Domani Unione e Cdl voteranno a favore di una legge, quella sull’indulto, che non era prevista nel programma dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione. Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera. Sono profondamente contrario al fatto che l’accordo per l’approvazione dell’indulto si basi su uno scambio politico con Forza Italia, in quanto prevede l’inclusione di reati per i quali vi sono processi e condanne di esponenti, anche di primo piano, della Casa delle Libertà. Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni. Io ho scritto ai leader dei partiti dell’Unione per un vertice in cui discutere dell’indulto. Non ho avuto risposta. Nel Consiglio dei ministri dello scorso venerdì ho sottolineato la gravità di questa legge, contraria agli interessi dei cittadini, ma utile alle consorterie dei partiti. Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L’Idv è il quarto partito della coalizione con 25 rappresentanti tra Camera e Senato. La sua uscita dalla coalizione può far cadere il Governo, ma io non mi sento di ritornare alle urne e, forse, di riconsegnare il Paese a Berlusconi. L’Unione ha posto il veto sui nostri emendamenti per l’esclusione dei reati finanziari, societari e di corruzione dall’indulto. Lunedì e martedì prossimo l’Italia dei Valori farà tutto quello che è in suo potere per rallentare l’approvazione della legge sull’indulto attraverso una serie di emendamenti. L’Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici. L’Italia dei Valori, da sola non può cambiare, questo Paese. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia”.
Antonio Di Pietro.
Vorrei promuovere una proposta fatta da un ragazzo sul blog di Beppe Grillo:
Quesato ragazzo ha proposto di mandare una e-mail a trasparenzanormativa@governo.it con scritto il seguente testo:
Spettabili dipendenti, noi popolo, vostri elettori, stiamo seguendo con apprensione le vicende estive di questi giorni riguardanti un probabile indulto. Tralasciando il fatto che esso sembra essere una misura isolata e non inquadrata in un piano serio di riordino del sistema carcerario, ciò che desta maggiore preoccupazione è l'inclusione di reati finanziari (anche contro le PA) nel pacchetto. Il solo ministro Di Pietro ha proposto un compromesso che, ancorché non soddisfacente, sembra quantomeno un segnale forte contro il tanto bramato "colpo di spugna". Se neanche la proposta del Ministro Di Pietro venisse ascoltata, sappiate che considereremo tradito il nostro voto ed alle prossime elezioni (che state contribuendo ad essere molto prossime) vi verrà negato il mandato concesso. Certi di un vostro ripensamento, vi porgiamo i nostri cordiali saluti FIRMA
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