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    July 28

    LIBANO E QUESTIONE MEDIORIENTALE

     

    Il Libano: stato asiatico dell’area mediorientale. Confina a Nord e ad Est con la Siria, a Sud con Israele, e Ovest con il Mar Nostrum (Mar Nostro in Latino, nome utilizzato dai Romani), o meglio Mar Mediterraneo.

    Il Libano è uno stato con netta prevalenza religiosa mussulmana, ma che ha una rilevante comunità cristiana.

    In questi giorni il mondo osserva con occhi preoccupati le vicende legate a questo stato. Ormai sono passate due settimane dall’inizio dell’escalation scoppiata fra Israele e gli hezbollà, fazione estremista libanese anti-israeliana  che negli scorsi giorni ha rapito due soldati israeliani scatenando l’ira d’Israele, che ha incominciato a bombardare il sud del Libano – zona presidiata dalle forze hezbollà – con lo scopo di distruggere tutte le armi nemiche, fornitegli dalla Siria, che a sua volta riceve le armi dall’Iran. Israele ha affermato che ci sarà un cessate il fuoco solo se saranno rilasciati i soldati israeliani rapiti. Per risposta gli hezbollà hanno dichiarato che i soldati israeliani saranno liberati solo se a sua volta Israele rilascerà dei prigionieri libanesi rinchiusi in Israele.

    Ad oggi nessuno dei due ha fatto passi in avanti per porre fine al conflitto. Anzi, Israele da qualche giorno ha iniziato l’offensiva via terra occupando alcune zone del Libano meridionale. Inoltre Israele e Siria stanno ammassando truppe ai confini, aumentando cos’ì la tensione. La Siria ha minacciato che se l’offensiva via terra non si fermerà dichiarerà guerra ad Israele. L’Iran allo stesso tempo ha dichiarato che se Israele entrerà in conflitto con la Siria a sua volta l’Iran attaccherà a sua volta lo stato ebraico. E per mettere la ciliegina sulla torta i telegiornali hanno divulgato un messaggio del vice di Osama Bin Laden, nel quale dichiara l’organizzazione terroristica del principe saudita fornirà aiuto militare al Libano.

     

    In questa intricata crisi che sta destabilizzando la già fragile zona meridionale, il mondo cerca di reagire per impedire l’inizio di quella che si prospetta come la Terza Guerra Mondiale, prima  c’è stata la discussione sulla crisi israelo-libanese fra i Grandi 8 a San Pietroburgo,  e poi a Roma una conferenza fra i vari stati europei, America e ONU indetta per reagire e scongiurare il degradarsi della situazione. Sarebbe stato meglio se ci fossero stati anche i rappresentanti di Israele, Siria e Iran così da raggiungere magari un accordo sul “cessate il fuoco”, ma ciò non è accaduto. Israele ha risposto che non ha partecipato in quanto non è stato esplicitamente invitato, anche se il suo invito al resto del mondo sembrava scontato in quanto il protaganosta di questa conferenza era proprio Israele. Ciò che io ho pensato, sicuramente mi sbaglierò, ma è ciò che ho a me è parso è che Israele non è andata di proposito proprio perché non ha intenzione di cessare il fuoco. Con questo non voglio che si percepisca una vena polemica nei confronti di Israele perché io sono d’accordo con lei, ma semplicemente è una onesta osservazione.

     

    Lo stato che da maggiore appoggio allo stato ebraico è l’America, che è sempre stata la maggiore alleata di Israele; ma che, sempre secondo me, ha interesse che questa guerra non si concluda e che magari possa ampliarsi fino ad includere Siria, ma soprattutto Iran. L’Iran, lo stato canaglia degli americani, che spesso negli scorsi mesi è stato minacciato dagli USA di una possibile risoluzione militare se non avesse interrotto il proprio programma nucleare.

    Alla fine Condoliza Rice ha fatto capire al Presidente Gorge W. Bush che adoperando questa politica in medio oriente basata sulla guerra preventiva che ha portato alla guerra in Afganistan prima, quella in Iraq poi, il dissenso nei confronti di questa amministrazione americana, stava deteriorando le alleanze con i Paesi Europei, e che di questo passo, si sarebbe ritrovata sola a combattere il mondo mussulmano estremista, che caso strano è costituito da stati ricchi di petrolio, ma questo  è solo un particolare che interpretano solo i maligni, i nemici dell’america.

    Quindi con questa guerra, e una probabile entrate di un nuovo protagonista come l’Iran, l’America raggiungerebbe forse i suoi obiettivi. La gente si chiede, ma perché il resto del mondo si oppone alla guerra nei confronti dei cattivi iraniani? I quali dimostrano la loro crudeltà esaltando personaggi come Adolf Hitler, dichiarando che l’olocausto è una invenzione degli ebrei. Perché? Perché forse è solo una scusa? Perché l’Iran come Saddam Hussein, presidente iracheno aveva intenzione di vendere il petrolio in Euro e non più in Dollari, in quanto l’Euro è una moneta ormai più forte di quella americana. Ma così facendo il dollaro, già abbastanza debole, si sarebbe tanto svalutato da valere poco più di carta straccia. È solo un’altra coincidenza, un altro particolare irrilevante, che l’amministrazione USA avesse intenzione di fare guerra a dei Paesi che avrebbero venduto il proprio petrolio non più in Dollari americani, ma i Euro?

    Io me le faccio queste domande, e mi domando anche perché non se le facciano i giornalisti.

     

    Quindi il la questione libanese è una buona occasione per gli USA, e per fortuna credo che gli altri governi europei se ne siano accorti per questo hanno deciso di mandare una forza di pace sotto la protezione dell’ONU sul confine israelo-libanese. Il governo italiano già al G8 svoltosi a San Pietrobrugo ha promesso che sarebbe stato disponibile a mandare fra gli 8000 e i 10000 soldati italiani.

    A questa proposta di una forza ONU il presidente libanese si è trovato d’accordo, ma a patto che si stabilisca in territorio israeliano e non libanese, facendo capire che la cosa necessaria era tenere sotto controllo Israele. Ma non solo: così facendo le forse hezbollà, non sarebbero tenute d’occhio e magari smilitarizzate. E così ho pensato che forse il presidente libanese fa anche gli interessi degli hezbollà; e che se veramente il governo libanese fosse contro gli hezbollà, i quali hanno causato questa guerra che ha rimesso in ginocchio lo stato libanese che stava proprio adesso riprendendosi dall’ultima guerra; avrebbe potuto mandare il proprio esercito nel sud a contrastarli, fatto invocato anche da Israele. Tra l’altro quando è venuto a Roma lui ha parlato anche per nome degli estremisti guerriglieri del sud, e così facendo, invece di prendere distanze da quella fazione, ha fatto intendere che il governo libanese rappresenta anche la fazione hezbollà.

     

    La situazione è molto intricata, ed è caratterizzata da profonda ipocrisia e grandi menzogne.

    Se la situazione non migliorerà e anzi andrà avanti per questa strada, è facile che presto ci ritroveremo in un conflitto mondiale, Israele, USA, e molti degli stati NATO da un parte, e Libano, Palestina, Siria, Iran dall’altra. Molte ambasciate occidentali di alcuni paesi mussulmani come Pakistan, Insonesia, Egitto, Arabia Saudita, Marocco, Libia, potrebbero essere attaccate da estremisti mussulmani così provocando l’allargamento del conflitto a macchia d’olio.

    Ma forse prima o poi andrà a finire così comunque. Siamo arrivati ad una situazione internazionale tesa come gli anni che precedettero le due guerre mondiali. Da qualche anno l’ONU ha perso gran parte del suo prestigio, potere e autorità. Senza l’Unione Sovietica si è creato un vuoto di potere che destabilizza tutta la zona che precedentemente era sotto l’influenza russa; così Paesi come Iran, Siria e anche Pakistan, si sentono più liberi di prendere decisioni coraggiosi riguardo politica estera. In più, l’America sentendosi l’unica superpotenza a sua volta si sente libera di fare ciò che vuole in quanto convita di contrastare qualunque Paese. Anche se da qualche anno si rende conto che quel vuoto possa essere colmato da realtà come l’Unione Europea e il colosso cinese. Naturalmente la nascita di altre superpotenze che potrebbero contrastarla e impedirle di aver mano libera in zone strategiche come il medio oriente, è scongiurata dalla potenza americana, e la sua politica spesso è stata basata su azioni destinate a rallentare il processo di consolidamento e espansione della realtà unitaria europea come la guerra in Kosovo, e anche la recente “Seconda Guerra del Golfo” ha avuto effetti che hanno portato a far emergere contrasti fra alcuni stati europei, Italia, Olanda, Polonia, Danimarca, Inghilterra, e (all’inizio) Spagna con la politica interventistica americana, Francia, Germania e Russia contrari ad un intervento armato in Iraq.

    La questione è che Israele sarà il mezzo con il quale gli Stati Uniti si muoveranno per accaparrarsi il controllo della zona mediorientale, e parte della popolazione dei Paesi mussulmani, rappresentata da fazioni estremiste non faranno altro che assecondare la politica americana poiché il loro odio accecante nei confronti d’Israele gli impedisce di vedere la ragione.

     

     

    July 27

    INDULTO

    In questi giorni ho avuto una conferma: quando si tratta di votare non sbaglio mai! Alle scorse Politiche io ho votato per l'IDV (Italia Dei Valori - Lista Antonio Di Pietro), e quando lo riferii ai miei amici più di qualcuno mi rise in faccia, come se avessi votato per un incompetente e imbecille della politica. Ma in questo peiodo ho avuto conferma che in tutta la mia vita non avevo mai fatto una scelta tanto giusta: per chi ho votato io?

    Io ho votato per un ex-giudice, ma non un giudice qualunque, ma per uno che ha iniziato a fare pulizia nel nostro Paese; è il Giudice di "Mani Pulite" che distrusse o per lo meno diede una forte spallata a Tangentopoli, è un giudice che ci ha invidiato tutta Europa, la quale tanto lo ammira.

    Alcuni miei amici hanno fatto scelte molto differenti da me, e nonostate tutto abbiamo una cosa in comune: il profondo disprezzo per un personaggio come il Cavalier, ex-Presidente del Consiglio dei Ministri "Silvio Berlusconi". E perché noi tutti abbiamo questo forte e comune senso di... SI! di odio per questo personaggio? Perché lui rappresenta tutto ciò che è sbagliato in questa Nazione. Perché è un criminale che invece di andare al governo della sesta potenza mondiale (e non uno staterello dell'America Latina che un mio caro amico definirebbe "Repubblica delle Banane"), dovrebbe essere mandato in galera e buttare via la chiave per sempre. Quindi quando si è presentata per la prima volta per noi di esprimere una preferenza alle Elezioni Politiche nessuno ha votato per Forza Italia: c'è chi ha votato pre l'Ulivo (anche se sapeva bene che i DS erano stati travolti dallo scandalo Unipol); c'è chi volendo votare contro la coalizione capeggiate da Berlusconi ha deciso di votare per la rosa nel pugno (partito socialista: quel partito socialista che era stato il simbolo negativo per eccellenza di Tangentopoli + radicali) perché spinto dal profondo spirito laico - anticattolico che lo rappresenta; c'è chi per non tradire la sua profonda ideologia di destra pur non volendo votare per Berlusconi, ha votato per AN, convito che così facendo fosse molto diverso dal votare per Forza Italia; e infine ci sono io che dopo una profonda anali della variegata scelta fra i partiti candidatosi ho votato per Antonio Di Pietro, lo stesso Di Pietro che  in questi giorni si sta tanto battendo contro l'indulto voluto dal resto della sua coalizione, e non solo. Perché mai si batte tanto contro questo indulto? Forse perché voglio far scarcerare personaggi che sono indagati e condannati ad esempio per: corruzione, usura, bancarotta fraudolenta, ho sentito anche per mafia che lì per lì ho ritenuto assurdo, ma poi mi sono ricordato chi fosse il Ministro della Giustizia, il grande Clemente Mastella, quell'ex - DC, la cara e vecchia DC, tanto cara a personaggi come Totò Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, e a tutti gli altri "Uomini d'Onore"; e allora mi sono convito che fosse possibile.  

     

     Ora pubblico per chi non l'avesse letta, la lettera che Antonio Di Pietro ha mandato a Beppe Grillo il quale a sua volta lo ha pubblicato sul suo Blog:  

    “Caro Beppe, a pochi mesi dalle elezioni ho deciso di scriverti una lettera che spero tu possa pubblicare sul blog. Domani Unione e Cdl voteranno a favore di una legge, quella sull’indulto, che non era prevista nel programma dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione. Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera. Sono profondamente contrario al fatto che l’accordo per l’approvazione dell’indulto si basi su uno scambio politico con Forza Italia, in quanto prevede l’inclusione di reati per i quali vi sono processi e condanne di esponenti, anche di primo piano, della Casa delle Libertà. Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni. Io ho scritto ai leader dei partiti dell’Unione per un vertice in cui discutere dell’indulto. Non ho avuto risposta. Nel Consiglio dei ministri dello scorso venerdì ho sottolineato la gravità di questa legge, contraria agli interessi dei cittadini, ma utile alle consorterie dei partiti. Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L’Idv è il quarto partito della coalizione con 25 rappresentanti tra Camera e Senato. La sua uscita dalla coalizione può far cadere il Governo, ma io non mi sento di ritornare alle urne e, forse, di riconsegnare il Paese a Berlusconi. L’Unione ha posto il veto sui nostri emendamenti per l’esclusione dei reati finanziari, societari e di corruzione dall’indulto. Lunedì e martedì prossimo l’Italia dei Valori farà tutto quello che è in suo potere per rallentare l’approvazione della legge sull’indulto attraverso una serie di emendamenti. L’Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici. L’Italia dei Valori, da sola non può cambiare, questo Paese. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia”.

     

    Antonio Di Pietro.

     

    Vorrei promuovere una proposta fatta da un ragazzo sul blog di Beppe Grillo:

     

    Quesato ragazzo ha proposto di mandare una e-mail a trasparenzanormativa@governo.it con scritto il seguente testo:

     

     

    Spettabili dipendenti,

    noi popolo, vostri elettori, stiamo seguendo con apprensione le vicende estive di questi giorni riguardanti un probabile indulto.

    Tralasciando il fatto che esso sembra essere una misura isolata e non inquadrata in un piano serio di riordino del sistema carcerario, ciò che desta maggiore preoccupazione è l'inclusione di reati finanziari (anche contro le PA) nel pacchetto.

    Il solo ministro Di Pietro ha proposto un compromesso che, ancorché non soddisfacente, sembra quantomeno un segnale forte contro il tanto bramato "colpo di spugna".

    Se neanche la proposta del Ministro Di Pietro venisse ascoltata, sappiate che considereremo tradito il nostro voto ed alle prossime elezioni (che state contribuendo ad essere molto prossime) vi verrà negato il mandato concesso.

    Certi di un vostro ripensamento, vi porgiamo i nostri cordiali saluti

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