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June 27 V-DAY AL PARLAMENTO EUROPEOGuardatelo e fatelo girare.
Beppe Grillo manda il suo secondo messaggio dal suo blog, l'8 settembre 2007 bisogna esserci, tutti in piazza per protestare contro una classe politica che ha smesso da anni di occuparsi della cosa comune. Si fanno solo i loro affari, fanno leggi per non finire in galesra, entrambi gli schieramenti scalano banche. Politici che decidono di mandarti in pensione a 60 anni, quando loro ci vanno dopo 30 mesi e con una pensione che è più del doppio della tua.
Mandiamoli a casa, organizziamo una Tangentopoli Popolare.
Agli uomoni di buona volontà chiedo di partecipire al Vaffanculo Day!!! June 25 ALLARME URAGANO: MASTELLA STA PER ABBATTERSI SULLA NOSTRA NAZIONELa temperatura del nostro pianeta si sta alzando e il numero e l'intensità degli uragani aumenta, un esempio fu Katrina nell'estate di tre anni fa negli Stati Uniti. Ma l'uragano che sta per abbattersi sull'Italia in questa estate ha ben altre origini, che sono: la mancanza di buon senso che hanno avuto qualche elettore quando ha votato per l'UDEUR, e la scelta (forse non volontaria, ma sotto ricatto politico) di nominare come Ministro della Giustizia Clemente Mastella e non un ex-magistrato come Antonio Di Pietro (forse si aveva paure che potesse migliorare il sitema giudiziario). Ora quel "criminale" del nostro "Ministro di Indulto e Ingiustizia " ha presentato una proposta di legge per riformare il sistema giudiziario, basata sui seguenti punti:
- Legittima Difesa solo per la tutela della persona e non per beni e cose
- Accorciamento dei tempi processuali
- Riduzione dei margini di discrazionalità del giudice nell'applicazione delle pene
- Concorso di reato solo se chi lo commette apporta un contributo reale alla realizzazioe del fatto
- Rivisitazione dell'intero sistema sanzionatorio volta ad un maggiore ricorso a sanzioni interdittive, riparatorie e pecuniarie
Questi punti sono approfonditi nel seguente articolo dell'ANSA del 20 giugno 2007:
ECCO LA BOZZA DEL NUOVO CODICE PENALE
LEGITTIMA DIFESA SOLO PER TUTELA PERSONA
Chi, aggredito in un luogo isolato o nella propria abitazione, superi i limiti della legittima difesa in situazioni di pericolo per la vita, per l'integrità fisica, per la libertà personale e sessuale, non commette reato. E' una delle novità introdotte dalla bozza di riforma del codice penale presentata al ministro della Giustizia Clemente Mastella dalla commissione di tecnici - magistrati, legali e studiosi - incaricata di modificare la parte generale del codice Rocco. La bozza, dopo il vaglio del Guardasigilli, sara' presentata al Consiglio dei Ministri. Il progetto, che si compone di 57 norme, all'art. 15 introduce tra la "cosiddette cause soggettive di esclusione della responsabilità " "l'eccesso dei limiti della legittima difesa per grave turbamento psichico, timore o panico, in situazioni oggettive di rilevante pericolo per la vita, l'integrità fisica, per la libertà personale o per la libertà sessuale di un soggetto aggredito in luoghi isolati o chiusi o comunque di minorata difesa". "Si tratta certamente - spiega Piergiorgio Morosini, gup a Palermo e componente della commissione che ha iniziato i lavori a luglio del 2006 - di un allargamento delle maglie dell' istituto della legittima difesa ma, a differenza del passato, a vantaggio della persona e della vita e non della sfera patrimoniale". SENTENZA IN 5 ANNI PENA PRESCRIZIONE Razionalizzare i tempi della giustizia introducendo, pena la prescrizione del reato, termini massimi per l'esercizio dell'azione penale e per l'emanazione delle sentenze. E' uno dei punti chiave del progetto di riforma del codice penale La normativa stabilisce termini massimi per l'esercizio dell'azione penale e per l'emissione della sentenza di primo grado che non potrà giungere oltre i 5 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. Due anni, invece, il termine massimo previsto per la pronuncia del dispositivo che conclude ogni eventuale successivo grado di giudizio. Quanto al termine massimo per l'esercizio dell'azione penale l'art. 44 della bozza prevede che il reato si prescrive se trascorrono più di 12 anni tra la consumazione dello stesso e la richiesta di rinvio a giudizio nel caso di delitti puniti con pena non inferiore a 10 anni; più di 8 anni per i reati puniti con pena non inferiore a 5 anni; più di 7 per i reati puniti con pena inferiore a 5 anni. "Abbiamo cercato - spiega il gup di Palermo, Piergiorgio Morosini, componente della commissione - di assicurare tempi ragionevoli di durata del processo con le risorse che avevamo, senza aggravi per la giustizia. E il mezzo migliore ci sembrava l'introduzione della prescrizione dei reati per fasi. Chiaramente, per processi particolarmente complessi, come i maxi dibattimenti di mafia, verranno introdotti sospensioni dei termini di prescrizione". SU PENA RIDOTTA DISCREZIONALITA' GIUDICE Eliminazione delle circostanze attenuanti generiche e obbligo per il giudice di indicare specificamente nelle motivazioni della sentenza i criteri seguiti nella quantificazione della pena: sono alcune delle novità introdotte dalla bozza di riforma del codice penale. "Il fine - spiega il gup Piergiorgio Morosini, componente della commissione - è quello di ridurre i margini di discrezionalità nell'applicazione della pena di cui ora godono i giudici. D'altro canto, introducendo principi certi nella commisurazione delle pene volevamo evitare le cosiddette condanne esemplari". Nella bozza di riforma, inoltre, viene abolito l'ergastolo, sostituito con la pena massima di 38 anni di carcere, e vengono introdotte pene prescrittive come le prestazioni volontarie di attività non retribuita a favore della collettività. CONCORSO IN REATO SOLO SE APPORTO REALE Concorre nel reato chi "apporta un contributo causale alla realizzazione del fatto". E' il nuovo testo della norma sul concorso di persone nel reato, introdotto dall'articolo 21 della bozza di riforma del Codice Penale. Il legislatore richiede, dunque, per la sussistenza del concorso un contributo concreto. Una novità che potrebbe avere ripercussioni soprattutto sulla fattispecie del concorso in associazione mafiosa, finora mai tipizzata specificamente nel codice. "Nel caso del concorso esterno in associazione mafiosa - spiega il giudice Piergiorgio Morosini, che ha partecipato alla redazione della bozza - si richiede che venga apportato un contributo specifico all'associazione criminale. La norma è frutto di una sintesi di quanto prevedeva il codice Zanardelli, in vigore prima del codice Rocco e, soprattutto, della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione emessa nel 2005 al processo Mannino. I giudici indicarono proprio la concretezza del contributo arrecato alla mafia come discrimine per la prospettazione del concorso". RIVISTO INTERO SISTEMA SANZIONATORIO Il progetto di riforma della Commissione Pisapia rivede l' intero sistema sanzionatorio, con un maggiore ricorso a sanzioni interdittive, riparatorie e pecuniarie che vanno nella direzione auspicata anche dal Capodello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso della sua visita a Rebibbia, all'inizio di maggio: il carcere deve essere considerato come 'extrema ratio' ed eventualità da riservare ai casi più gravi. La riforma del codice penale messa a punto dai 19 esperti della Commissione Pisapia fa cadere la distinzione tra delitti e contravvenzioni: resta come unica categoria quella dei reati. Fondamentale il principio di offensività: non sarà punibile un fatto se a seguito della sua commissione non c'é stata una effettiva lesione del bene o dell'interesse protetto dalla norma. Nella bozza Pisapia, inoltre, è stato definito con piùprecisione il dolo, così da evitare confusione con i reaticolposi. Definizione più attenta anche della responsabilità penale, per esempio rispetto al concorso di persone, così da evitare discrezionalità interpretative del giudice. Cambia anche il sistema sanzionatorio: oltre al carcere, vengono previste anche le pene interdittive, prescrittive e la detenzione domiciliare. Nella sentenza di condanna, il giudice potrà disporre pene alternative al carcere (mentre nell'attuale sistema è il tribunale di sorveglianza a stabilirle). Un esempio: se un furto o uno scippo vengono commessi per la prima volta, il giudice può decidere, ad esempio, la permanenza domiciliare durante il fine settimana, oppure lavori socialmente utili per il risarcimento del danno, divieto di frequentazione in determinati luoghi, ecc. La previsione di un maggiore ricorso alle sanzioni alternative al carcere dovrebbe avere come effetto una riduzione del sovraffollamento negli istituti penitenziari, dove assistenti sociali e agenti penitenziari potranno lavorare con l' obiettivo di più sicurezza e più reinserimento sociale. Tra le novità della bozza Pisapia, infine, si torna al passato sulla legittima difesa, cancellando quella norma voluta dalla Lega Nord, la scorsa legislatura, sull' uso legittimo delle armi. Quanto riguarda il primo punto non ho nulla da replicare, anzi semmai avrei da fare un elogio, visto che fino a qualche hanno fa si veniva inquisti se si reagiva ad una violenza.
Il secondo punto tratta l'accorciamento dei tempi processuali, del quale l'Italia ha un necessario bisogno, ma assolutamente non mi piace come viene affrontato: siccome in questa nazione non ci sono già abbastanza prescrizioni, soprattutto nei confronti di uomini potenti, si è voluto aggiungere altre possibilità per il perseguito di non incorrere in una pena. Avrebbero dovuto aggiungere sospensione dei termini di prescrizine non solo per processi estremamente complessi e lunghi come i maxi-dibarttimenti di mafia, ma anche per processi per reati finanziari, corruzione... insomma tutti quei reati che coinvolgono una grande percentuale di uomini politici e potenti della nostra nazione. Infatti mi sembra si stata fatta a posta per salvare il c..o a quelle persone, e il sospetto diviene più certo quando penso al fatto che la maggioranza ha steso questa bozza di legge con l'intesa dell'opposizione, il quale leader e non solo, avrebbe tutto l'interesse personale per votare si a questa proposta di legge.
Il terzo punto è il più grave, perché oltre a inibire la propietà di intermpretazione della da parte dei giudici, la quale cosa mi lascia indifferente, hanno messo lì, tanto perché si annoiavano e non sapevano che scrivere l'abolizione dell'ergastolo! Sostituendo il carcere a vita con un pena massiama che non superi i 38 anni. Ora 38 anni sono molti, ma per chi si è macchiato di reati di mafia, boss di Cosa Nostra, N'drangheta, Camorra e Sacra Corona, se ancora vivi potrebbero uscrire! E' scadaloso! E' pericolosissimo, lo dice anche il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso (vi è un articolo che parla proprio di questo nell'intervento precedente intitolato "ALLARME MAFIA: NUOVA FAIDA ALL'ORIZZONTE, del 23/06/2007): se la legge passa si metterebbero in circolazioni uan grande quantità di mafiosi e scatenare anche uan sanguinosa guerra di mafia, alimentata dalla voglia di rivincita degli ex-ergastolani liberi.
Il quarto punto dice che per essere condannati per concorso in un reato, come il concorso esterno in associazione mafiosa (per il quale sono stati perseguiti l'europarlamentare di FI e fondatoe del partito dello stesso partito, Marcello Dell'Utri e il leader di quel partito, l'ex-premier Silvio Berlusconi) è necessario che l'imputato abbia apportato un reale contributo alla realizzazione del fatto, e non basta che ci sia da parte dell'imputato una reale intenzione, e poi darebbe agli avvocati difensori del probabile reo un'appiglio in più dove attaaccarsi, in quanto potrebbe essere difficile dimostrare se l'azione compiuta possa aver apportato un reale contriboto al fatto.
Il quarto punto prevede una rivisitaizone dell'intero sisteme sanzionantoriaio il quale non ho nulla da ridire al momento, ma fanno sempre in tempo a cambiare in peggio la proposta di legge quando andà discussa nelle camere.
La riforma della giustizia, comunque non si ferma qua, non tratta faccende puramente riguardanti l'aspetto giudiziario, ma spazia anche nel campo dell'informazione: si vuole imbavaglire qualla rara, anzie direi uniche fonti di informazione ancora libere. Vogliono presentare una legge che impedisca ai gionalisti di pubblicare intercettazioni fino alla fine del processo. Questo perché hanno paura che qualcuno possa raccontare le schifezze che fanno.
Ascoltate Antonio Di Pietro, il quale si sta battendo contro queste proposte di legge:
Inoltre riporto la stessa lettera che è pubblicata sul blog di Beppe Grillo che Di Pietro ha scritto al comico:
Caro Beppe, ti scrivo per denunciare il tentativo di imbavagliare l’informazione con la legge contro le intercettazioni in prossima votazione al Senato. L’Italia dei Valori proporrà degli emendamenti per cambiare la legge. Se non verranno accettati voteremo contro, anche se il Governo dovesse mettere la fiducia. I nostri emendamenti si propongono di eliminare le pesanti sanzioni, anche penali, ai giornalisti, che sono l’anello debole della catena, e di garantire la possibilità di accedere alle intercettazioni durante le indagini preliminari una volta messe a disposizione delle parti e riconosciute rilevanti ai fini penali. Con la nuova legge, a causa della durata dei processi, in Italia non si saprebbe mai nulla. Non saremmo venuti, ad esempio, a conoscenza dei colloqui tra Fazio e Fiorani, e Fazio sarebbe ancora Governatore della Banca d’Italia. I politici cercano di proteggere sé stessi, negando ai cittadini la possibilità di verificare la loro condotta “politica”, sottolineo “politica” e non penale. Le intercettazioni di D’Alema e Fassino, come quelle dei politici legati a Berlusconi, hanno infatti un significato “politico” e, per questo, non possono e non devono essere sottratte alla valutazione degli elettori. Trovo comunque deprimente che la politica si interessi di banche e non dei problemi dei cittadini. La stessa Corte Europea dei diritti dell’uomo ha dato pienamente ragione alla nostra decisione di non votare al Senato il testo sulle intercettazioni. Lo ha fatto con una recente sentenza che ha condannato la Francia per violazione della libertà di espressione in relazione ad una condanna dei tribunali francesi di due giornalisti per la pubblicazione di un libro sul sistema di intercettazioni illegali durante la presidenza Mitterrand. Se i giudici francesi avevano privilegiato il segreto istruttorio, la Corte Europea ha invece rafforzato il ruolo della stampa nella diffusione di fatti rilevanti, in particolare se coinvolgono politici. Se è legittimo, dice la Corte Europea, tutelare il segreto istruttorio, su questa esigenza prevale il diritto di informare. Inoltre, l’applicazione di una pena (anche se pecuniaria) e l’affermazione della responsabilità civile del giornalista hanno un chiaro effetto dissuasivo nell’esercizio della libertà di stampa. Ecco perché siamo impegnati a presidiare questa libertà nella commissione giustizia prima, in Senato poi, dove presenteremo emendamenti rigorosi per evitare che l’informazione sia imbavagliata. June 23 ALLARME MAFIA: NUOVA FAIDA ALL'ORIZZIONTEE' alle porte un'altra guerra di mafia: dopo la "Pax Mafiosa" imposta dal capo si Cosa Nostra Bernerdo Provenzano durata quasi quindici anni. L'11 aprile 2006 "La Primula Rossa" viene arrestata dalla polizia, così interrompendo il lungo periodo si latitanza. Con l'uscita di scena di Provenzano si apreno le competizioni per predere il suo posto, primi su tutti Matteo Messina Denaro e Salvatore Lo Piccolo, concorrono per occupare il vuoto di potere creatosi dopo la cattua di "Binnu"; quest'ultimo al momento dell'erresto pronunciò ai poliziotti che lo catturarono le seguenti parole: "voi non sapete cosa avete fatto..." e sembra che avesse ragione...
Totò Riina il "Padrino" che precedette Provenzano mise in atto una politica stragista volta a combattere frontalmente lo Stato italiano. Dopo il suo arresto, il nuovo "Padrino" preferì accordarsi con la contemporanea classe politica una pace, assicurando la cessazione delle faide interne, ma soprettutto gli attentati contro lo Stato. Ma ora che lui non c'è più probabilmente tale politica potrebbe saltare e causare una nuova faida interna, ci sono tutti i presupposti perché ciò possa accadere. La mattina del 13 giuno 2006 è stato ucciso Nicolò Ingarao, Capomandamento di Porta Nuova: sembra che tale omicidio sia stato commissionato da Lo Piccolo, il quale sembra abbia intenzione di prendere il controllo di tutta Palermo.
Vediamo cosa scrive "La Sicilia", quotidiano locale:
Agguato al boss emergente, aria di faida a Palermo Nicolò Ingarao, 46 anni, è caduto colpito da numerosi proiettili sparati con una pistola dal sicario in via Pietro Geremia, una traversa della trafficata via Lancia di Brolo. In mano aveva un quotidiano e una bottiglia d'acqua. L'uomo non è morto subito ma è spirato dopo un tentativo di rianimazione da parte degli operatori sanitari di un'ambulanza. Nel luogo dell'agguato, a poca distanza dall'abitazione della vittima si è subito formato un gruppo di persone tra cui alcuni familiari di Ingarao che gridavano e piangevano.
Grasso: "Lo Piccolo vuole controllare la città"
Grasso: "Una guerra tra clan se si abolisce l'ergastolo"
Se tutto ciò dovesse accadere, sinceramente ritengo che potrebbe essere sfruttata come un'opportunità dall'anti-mafia, perché ciò dimostrerebbe che la mafia esiste ancora forte quanto e più di prima, e potrebbe portare l'occhio dell'opinione pubblica sulla questione mafiosa, e di conseguenza la classe politica sarebbe costretta ad intervenire. L'ultima occasione che lo Stato italiano per risolvere il problema mafioso, fornita dal lavoro dei giuici Falcone e Borsellino è stata sprecata. Se avremmo ancora l'opportunità di mettere in condizione la politica di non aver altra scelta che occuparsi del problema mafioso, forse avremo l'occasione di sconfiggere una volta per tutte la mafia siciliana prima e poi tutte le altre mafie che agiscono indistrubate nel resto del mezzogiorno. June 17 V-DAY
8 Settembre 2007 - Vaffanculo Day http://www.beppegrillo.it/2007/06/vaffanculoday.html#comments
Riporto il commento di un altro ragazzo: CRONACHE MARZIANE (ESTATE 2010) L'umanità guarda con stupore il civismo degli Italiani. Tutto è cominciato dopo l'8/9/2007, giorno del V-DAY organizzato da Beppe Grillo. Oggi, niente è più come prima.
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