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    February 17

    CONSENSO NEGATO

     
    Ciao ragazzi,
    mi rivolgo ai miei amici: ad alcuni di voi ho già parlato della manifestazione anti-mafie che qusta mattina ci sarà a Reggio Calabria.
    Come si nota dalle immagini e dai filmati presenti nel mio blog, l'argomento mafioso è un temo al quale temo profondamente.
     
    La manifestazione che ci sarà oggi in Calabria contro tutte le mafie: non solo quella che ha colpito il vicpresidente della Regione Calabria. Francesco Fortugno, ovvero la n'drangheta; è stata organizzata dai ragazzi di Locri, che dopo questo omicidio di mafia avvenuto nella loro terra, hanno fondato un movimento con il nome di "AMMAZATECI TUTTI".
     
    Io oggi sarei voluto andare a quella manifestazione, ma non ci sono andato perchè non mi andava di andarci da solo, e avrei voluto che qualcuno di voi mi avesse accompagnato. Ma non ve l'ho chiesto perchè vi conosco, so già quale sarebbe stata la vostra risposta, e so anche quanto poco interesse ha per voi questa manifestazione e questa tematica.
    E vi capisco, la maggior parte di voi non sa neanche chi fosse Francesco Fortugno e la sua vicenda. Si ne hanno parlato ai telegiornali, ma credo che il tempo dedicato sia stato particolarmente insufficiente, e la prova siete voi. Se avessero interrotto tutte le trasmissioni, se avessero fatto su tutte le reti nazionali delle edizioni strordinarie per parlare dell'omicidio Fortugno, e se fossero andate avanti per ore o per giorni come gli speciali sull'agonia e la morte del nostro defunto Papa Giovanni Paolo II, voi tutti sicuramente sapreste che il 16 ottobre 2005 a Locri, in Calabria, la mafia locale aveva ucciso Francesco Fortugno.
     
    Ma tutto ciò non è accaduto, e oggi voi non sapete chi sia, alcuni di voi, non sanno che ciò ha dato vita a un movimento anti-mafioso in Calabria che oggi, insieme a tutte le vittime di mafia d'Italia e insieme ad altri cittadini italiani che scendono a Reggio per manifestere contro tutte le mafie.
     
    Voi penserete, è normale che in televisione non abbiano dato  Fortugno la stessa rilevanza della morte del pontefice polacco, dopotutto, chi era Fortugno. Ma il punto è un altro, la cosa grave è che la n'drengheta il 16 ottobre 2005 ha ucciso un politoco che riscopriva una carica importante dal punto di vista istituzionale. Ed è molto più grave della morte del Papa, egli è morto di causa naturale, era una cosa che prima o poi doveva accadere. Mentre l'attacco da parte della mafia calabrese nei confronti di una politica portata avanti da un esponente che si prefiggeva di estirpare quel cancro che rende la regione che lui reppresenta la più povera d'Italia, uccidendo direttamente il promotore di tale iniziativa è stata una cosa che NON DOVEVA accadere!!! NON DOVEVA, è imperativo! Non è ammsibile che un'organizzazione criminale possa avere la forza e il coraggio di una tale azione. E' un affronto rivolto direttamente allo stato, come dire "guaradate che quà comandiamo noi, e facciamo il buono e il cattivo tempo".
     
    Voi forse non capite cosa provo quando sento certe notizie: all'improbbiso una stretta allo stomaco, ma non di paura, ma di rabbia; un calore che sale su per l'esofago, fino alla testa, la quale inzia a brusciare; gli occhi diventano lucidi dalla rabbia, e il guardandomeli si potrebbe intuire il calore che contengono; all'inprovviso un'aria calda scende grave giù dal naso verso l'esterno; la pelle mi si accappona e come un grido sento levarsi nella mia testa! Quella è la reazione di un ragazzo incazzato che si sente impotente, perché vorrebbe poter cambiare le cose da un momento all'altro, ma non può. Una rabbia che viene alimentata dall'orgoglio oltraggiato da quell'affronto che la Mafia ha osato lanciare allo Stato Italiano, cioè noi. Perchè lo Stato non sono i politici, i magistrati o i poliziotti, ma siamo noi, essi sono solo servitori dello Stato, cioè dovrebbero servire NOI.
     
    Quindi quando le mafie attaccano e affrontatno lo Stato la prendo come una cosa personale, come se l'offesa sia stata rivolta a me in persona.
    Questo dovrebbe farvi capire quanto ci avrei tenuto ad andare a questa manifestazione, ma avrei voluto condividerla con qualcuno di voi, per meglio farvi comprendere cosa provo e cosa penso.
     
    Naturalmente oggi ci sarà anche la manifestazione a Vicenza contro l'allargamento della base america, e di conseguenza i giornalisti e i politici avrenno gli occhi su di essa, facendo finta di non sapere e di non sentire l'urlo di rabbia ed orgoglio che un popolo, quello dell'anti-mafia lancerà oggi! E di questo ne sono sicuro perchè fino ad oggi nessuno ne ha parlato, e anche perchè già ci sono stati dei precendeti proprio qualche mese fa, quando nello scorso novembre ci sono stati gli Stiti Generali dell'anti-mafia a Roma e che nessuna rete televisiva della Rai, Medaiset, o La7 si è degnata di mandare in onda. E io che per poterlo vedere ho docuto scaricare i filmati da Internet e che vi riporto nel video sopra.
     
    Non so perchè ho scritto questo intervento, sembra più una lettera indirizzata ai miei amici che un intervento su un blog che parla di argometi politici, ma il fatto è che sento il bisogno di condividere le mie idee e le mie emozioni con voi, amci miei.
    Comunque qualcosa sono riscito a fare: ho contribuito alle spese per la manifestazione, e ho deciso che ogni mesi finanzierò qusto movimeto per cercare di compesare quello che non posso fare sul campo con loro.
     
    Concludo dicendovi che sotto allego il filmato che presenta la manifestazione di oggi, reppata da Giovanotti, e vi chiedo di fare ascolto alle parole che mi sembrano molto significative ed incisive.
     
     
      
    February 04

    FALCONE E BORSELLINO, NON VI DIMENTICHEREMO MAI

      
     
     
     
     
    Discorso di Paolo Borsellino dette in commemorazione di Giovanni Falcone il 25 maggio 1992 nella chiesa di San Domenico:

    "Il nostro lavoro stava smuovendo le coscienze, rompendo i sentimenti di accettazione della convivenza con la mafia, che costituiscono la vera forza della mafia. La lotta alla mafia non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti, e soprattutto le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale.
    Questa stagione di "tifo" per noi sembrò durare poco, perchè ben presto sopravvenne quasi il fastidio, l'insofferenza al prezzo che per la lotta alla mafia doveva essere pagato dalla cittadinanza: l'insofferenza alle scorte, l'insofferenza alle sirene, l'insofferenza alle indagini, l'insofferenza che finì per legittimare un garantismo di ritorno che ha finito per legittimare a sua volta provvedimenti legislativi che hanno estremamente ostacolato la lotta alla mafia, o peggio hanno fornito un alibi a chi, dolosamente spesso, colposamente ancor più spesso, di lotta alla mafia non ha voluto o non ha più voluto occuparsi..."

     

    INTERVISTA DI LUTTAZZI A TRAVAGLIO